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CAFARNAO/ García: non bastano i reperti, servono gli occhi degli apostoli

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I resti della Sinagoga di Cafarnao  I resti della Sinagoga di Cafarnao

Soltanto l’amore, che desidera conoscere sempre di più, apre gli occhi e porta la ragione alla vera conoscenza. Il Dio incarnato, quindi, si svela sempre dentro un rapporto amoroso, cioè dentro il dialogo libero del tu umano e dell’io divino.

Però non basta mostrare i reperti archeologici o argomentare a livello storico ed esegetico perché l’uomo riconosca la verità di Gesù. Neanche mostrare la ragionevolezza e convenienza della fede, perché la libertà dell’uomo aderisca alla fede cristiana. Tanti abitanti di Cafarnao e dei suoi dintorni hanno udito la predicazione di Gesù, visto i suoi miracoli, sperimentato in qualche modo la sua umanità imparagonabile, e non lo hanno seguito o magari gli sono andati contro. Gesù non risparmia mai la libertà dell’uomo, anzi la mette in gioco. In altre parole, l’imponenza di Gesù era davanti a loro, l’Essere si manifestava e li provocava, ma l’adesione nasce dall’intimo della persona, dalla libertà che cede.

Gli apostoli hanno ceduto e la loro vita ha sperimentato il centuplo quaggiù. Mi auguro che la visita alla mostra favorisca questa mossa della nostra libertà, quest’adesione a Cristo. Così la nostra vita avrà una pienezza insospettata e con Lui potrà affrontare le prove della vita, certi della vittoria di Cristo risorto.

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