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IL CASO/ Ebrei, cattolici, musulmani: il "miracolo" di tre fratelli uniti da una divisione

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Ha testimoniato il suo dovere di obbedienza al Dio dell’alleanza («per noi è l’unica, lo sapete, no?») anche in quei rituali che non sembrano avere fondamento razionale se non la volontà di Dio («ma mi obbligano, come per voi l’Eucaristia e la presenza reale di Cristo su cui insiste don Giussani, a ricordarmi di Dio quando mi vesto, quando mangio, quando vado in bagno, e vi risparmio i particolari). Ha spiegato come il patto tra Dio e il suo popolo sia «immutabile e per sempre, almeno mille generazioni, a voler fare i calcoli siamo solo alla duecentesima».

Ha citato un altro passo del Deuteronomio col quale Dio si vincola al suo patto mettendo in guardia Israele da un profeta che pur venisse da Lui con i segni che lo contraddistinguono, «sia messo a morte». E ha concluso con una frase che poteva gelare chi lo ascoltava e che invece è stata accolta nella sua drammaticità e misteriosità per la verità con la quale è stata pronunciata: «Per me un ebreo che si converte non fa una bella cosa».

C’è un piano misterioso di Dio, di cui parla spesso Benedetto XVI, per cui Israele ha una sua funzione nell’economia della salvezza fino alla fine dei tempi, anche dopo l’incarnazione. Don Pino, con un accenno di rottura nella voce, ha parlato di «un dialogo fra fratelli diversi, ma non distanti: abbiamo un solo Padre. Ci sarà un tempo in cui vedremo tutto, in cui tutto sarà chiaro, oggi di quel giorno abbiamo gustato un anticipo».

Poi, a sorpresa, la festa per il sessantesimo compleanno del professor Weiler e il suo abbraccio «al popolo del don Giuss», «mi avete dato tanto sul piano spirituale, umano, sociale…», seguito da un abbraccio forte, intenso, tenero, virile con Wael Farouq, il musulmano egiziano che ha tradotto Il senso religioso, e il miracolo nel miracolo: «Una delle cose più grandi che mi avete dato è stato Wael».

Tutti lo chiamano ormai il Meeting di Cl (o di Rimini), ieri a chi ha assistito a quell’abbraccio ebreo-cristiano-musulmano è tornato in mente il marchio originale: Meeting per l’amicizia tra i popoli.



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