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IDEE/ Borghesi: quell’utopia "buona" che ridà slancio al desiderio

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

No. Il suo primo compito è quello di esprimere al meglio la società. La politica è sempre rappresentazione del popolo, tanto è vero che noi mandiamo in Parlamento - appunto - i rappresentanti del popolo. O il politico rappresenta le urgenze, gli aspetti più profondi e positivi che sono in atto e si muovono nella società, o diventa semplicemente l’esponente di lobbies, di piccoli e meschini interessi di parte che si muovono nel corpo sociale. Come sta accadendo oggi.

Lei vede da qualche parte questa capacità rappresentativa della politica?

Francamente, non la vedo. Ed è un problema che investe forse più la sinistra della destra. È da notare poi che la crisi di rigetto che conosciamo dipende precisamente dal fatto che i partiti sono diventati vuoti simulacri: l’ accusa alla politica di essere una casta non deriva tanto dal fatto che i politici hanno qualche privilegio in più rispetto ad altre corporazioni, ma dal fatto che la gente comune avverte di non essere più rappresentata.

La capacità di rappresentazione della politica ha a che fare con quella parola ormai abusata che è il bene comune?

Certamente, perché la politica è sempre la valorizzazione di un particolare, esteso però all’universalità della collettività e del paese. Nella mediazione di particolare e universale un elemento della società - una esperienza - diviene un modello per tutti, venendo per ciò stesso inserito nel bene collettivo. Quest’opera di mediazione è ora totalmente assente.

La Chiesa, in occasione dei 150 anni dell’unità, non si è stancata di sottolineare l’elemento religioso che sta a fondamento della cultura civile degli italiani. Questa è politica?

Di fronte alle controspinte che tendono in questo momento a demolire l’unità del paese, la Chiesa - radicata nel particolare e al tempo stesso animata da una preoccupazione universale - avverte tutto questo come una minaccia e si fa paladina dell’unità della nazione. Quello che non fa la Chiesa è il passaggio da questa petizione di valore alla sfera della prassi politica, ma semplicemente perché non è il suo compito e non deve farlo.

Intanto il presidente Napolitano ha reso omaggio alla mostra del Meeting sui 150 anni dell’unità d’Italia.



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