BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Doninelli: caro Bauman, non esistono solo le Cattedrali del Consumo

Pubblicazione:

La Sagrada Familia a Barcellona (Ansa)  La Sagrada Familia a Barcellona (Ansa)

Ne ha parlato perfino Zygmunt Bauman, forse l’intellettuale più ascoltato in questo momento. Di fronte ai disordini scoppiati in Inghilterra nelle scorse settimane, Baumann ha usato l’espressione “assalto alle cattedrali”, intendendo con questo termine le cattedrali del consumismo: grandi magazzini, negozi di lusso, centri commerciali.

Ma le nuove cattedrali non sono soltanto quelle del consumismo, perché il mondo è più grande del consumismo e anche la sua rovina - se ci deve essere - non è e non sarà solo quella del consumismo. Sarà più grandiosa, più bella, più gloriosa.

Con Cattedrali ho cercato di scattare un’istantanea del mondo così come ci si presenta in questi anni nei quali le sue apparenze, alle quali siamo abituati, vengono sgretolate internamente da un fenomeno destinato a mutare radicalmente il suo assetto generale. Possiamo chiamarlo “globalizzazione”, sempre che accettiamo di veder cambiare radicalmente il senso di questa parola ogni sei mesi, un anno...

Ho scelto alcune città: Betlemme, Londra, Il Cairo, Barcellona, Gerusalemme, Pechino, New York, Parigi e Milano. Tutte città fondamentali nel mondo di oggi. A ciascuna di esse ho dedicato un capitolo del libro, scegliendo, come epicentro, una “cattedrale”, un luogo cioè nel quale si condensa il racconto stesso della città, la sua vita tra passato e futuro. Ecco dunque gli “attori” del mio libro, le mie cattedrali: la Basilica della Natività, i magazzini Harrod’s, la Piramide di Cheope, la Sagrada Família, il Muro del Pianto, la Città Proibita, il Grand Central Terminal, Il Forum des Halles, il Duomo di Milano.

Di queste, solo tre sono chiese vere e proprie, e delle tre una sola - il Duomo di Milano - viene trattato come chiesa. La Basilica di Betlemme viene presentata infatti come l’emblema della tragedia, della madre di tutte le tragedie di oggi: il rifiuto di Dio da parte della storia, il rigetto della salvezza da parte dei suoi stessi destinatari.

Viceversa, la Sagrada Família figura nel libro come il più straordinario dei cantieri edili, dove in mezzo alle maestranze si aggira una folla di turisti religiosi, gli stessi che s’incontrano a Loreto o a Fatima, con la differenza che in questo luogo non è mai apparsa Maria, né si sono mai verificate guarigioni miracolose. E se il miracolo fosse proprio lei, la Sagrada?



  PAG. SUCC. >