BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DIBATTITO/ Il mistero del linguaggio, ovvero: perché Gesù non ha scritto nulla?

Pubblicazione:

Jacques-Louis David, La morte di Socrate (1787)  Jacques-Louis David, La morte di Socrate (1787)

Siamo di fronte alla prima porta verso il mistero. Sappiamo usare il linguaggio per veicolare la certezza, ma non sappiamo affatto come questo sia possibile. Lo stupore che la struttura del linguaggio umano e la sua aderenza alla realtà ci provocano non è in questo differente da quella che prova il fisico quando si accorge che una funzione matematica è in grado di descrivere un fatto del mondo. Si possono opporre molte “attentuanti” (inclusa quella classica che in fondo noi proiettiamo sul mondo quello che la nostra mente ci permette di riconoscere), ma questo non fa che accrescere il mistero: la certezza che viene dal linguaggio non la genera il linguaggio. Verrebbe voglia di parlare di “effetto Münchausen”, dal celebre racconto: come non ci si riesce a tirare fuori dall’acqua afferrandosi da soli per i capelli, così se basiamo la certezza che viene dal linguaggio sul linguaggio stesso non riusciamo a spiegare niente. Ma questa è solo la prima porta.

Cosa sappiamo di certo sul linguaggio? Dalla seconda metà dell’Otto­cen­to, sulla base essenzialmente di osservazioni di tipo clinico, sappiamo che il linguaggio è controllato da una rete specifica del cervello. Oggi la sfida è cresciuta di livello e la posta in gioco è diventata cruciale per comprendere l’origine della nostra mente e in definitiva della nostra specie: infatti non ci si chiede più solo se il linguaggio dipende dal cervello ma se la struttura del linguaggio (quel codice che comunemente chiamiamo “grammatica”) dipenda da esso. Solo cinquant’anni fa questa domanda era considerata sconveniente: su base pura­mente “ideologica” si sosteneva che la struttura della grammatica di una lingua fosse del tutto convenzionale, dunque, come non avrebbe senso andare a caccia della rete neurologica che ci fa fermare in macchina al colore rosso del semaforo (potrebbe benissimo essere blu) così sembrava folle cercare una rete neurologica che portasse a identificare le regole del linguaggio come espressione del cervello. Questo faceva gioco ad almeno due gruppi di ricerca e agli interessi economici e culturali cui erano connessi: a chi pensava che tra gli esseri umani e gli altri animali non ci fossero distinzioni qualitative rispetto al codice di comunicazione, e a chi cercava di simulare con una macchina le capacità computazionali di una mente umana (e con questo di coglierne il funzionamento reale).



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >