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DIBATTITO/ Barcellona: cosa c’entrano MicroMega e i bucatini con la crisi finanziaria?

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Operai al lavoro (Imagoeconomica)  Operai al lavoro (Imagoeconomica)

Nel modo di presentare le notizie sull’andamento dell’economia scompare sempre più vistosamente l’indicazione di chi vince e chi perde in questo massacrante gioco della speculazione finanziaria. I cittadini di ogni paese europeo vengono a gran voce spinti a combattere con tutte le forze contro la Crisi, ma nessuno riesce a capire cos’è la Crisi e se dentro questa magica parola si nascondano conflitti tra poteri e interessi che rischiano di essere appiattiti sull’oggettività delle leggi economiche che penalizzano chiunque si indebita oltre le proprie capacità. A questa visione deformata, che impedisce ogni giudizio critico e ogni rappresentazione del conflitto sociale, concorrono, non so quanto consapevolmente, le “Chiacchiere” che sui giornali e sui media tendono a dare una qualche configurazione agli eventi economici che si succedono sulla scena mediatica.

Insisto su questo carattere di “chiacchiera universale” che assume la discussione pubblica apparentemente orientata a far capire al lettore e ai cittadini ciò che accade realmente nel mondo delle cose e dei fatti. La “chiacchiera filosofica”, da questo punto di vista, ha toccato l’apice dell’incomunicabilità e cioè dell’impossibilità di tradurre in visioni concrete le discussioni tra gli illustri rappresentanti del nostro pensiero filosofico. Mi perdonino i lettori se li trascino su un terreno che può apparire lontanissimo dalle loro pene quotidiane, ma cercare di capire lo “spirito del tempo” è una delle cose che aiutano a comprendere cosa succede nella realtà. Così, ad esempio, tutti i grandi giornali e le riviste stanno proponendo ai lettori più colti il conflitto “teorico” fra i neorealisti e gli ermeneutici.

E cerco di spiegarmi. Sulle pagine di Repubblica, come già su MicroMega, che ormai è l’abbecedario filosofico degli italiani colti, Maurizio Ferraris richiama alla necessità di ritrovare il contatto immediato con la Realtà e con la Verità che si danno oggettivamente nei “fatti” contro la posizione di Gianni Vattimo che continua ad affermare impudicamente che il mondo reale esiste solo nelle interpretazioni che noi riusciamo a fornirne. Ferraris obietta a Vattimo che quando si trova di fronte a un piatto di bucatini alla norma, la realtà non lascia spazio ad alcuna interpretazione giacché tutto ciò che viene mobilitato dal mangiare con gusto non appartiene alla sfera dell’immaginario ma a quella del mondo dei fatti. Vattimo ribatte che a lui piacciono tutte le leccornie alimentari ma che esse si presentano agli esseri umani sempre all’interno di una cultura che ha definito le condizioni della degustazione.



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