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DIBATTITO/ Barcellona: cosa c’entrano MicroMega e i bucatini con la crisi finanziaria?

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Operai al lavoro (Imagoeconomica)  Operai al lavoro (Imagoeconomica)

Il dibattito animerà l’intero festival di Modena sulla filosofia che, come è noto, attirerà centinaia di migliaia di italiani e stranieri attorno al tema della riscoperta dell’assoluta oggettività dei “fatti” e quindi della Verità e della Realtà, dopo anni di viaggi immaginari nel mondo virtuale. Scrive Roberto Esposito, introducendo il tema su Repubblica, che è tempo di smetterla con l’idea che l’uomo fa la Storia e propone di aderire finalmente ad una schietta visione darwiniana in cui tutto si spiega con la Natura che si evolve e si trasforma secondo i suoi principi immanenti. Così riassunto potrebbe apparire un dibattito di lana caprina ma, se si sta un po’ attenti al significato delle formule adoperate, ci si rende conto che dietro la contrapposizione tra Storia prodotta dagli uomini ed Evoluzione naturale, si nasconde qualcosa di più profondo che riguarda anche la vicenda delle borse e della speculazione finanziaria.

Tendo un poco a forzare la mano ai miei “colleghi” filosofi, ma chi afferma che i fatti si sviluppano secondo una logica assolutamente autonoma non può poi rappresentare i conflitti finanziari che caratterizzano la nostra epoca come uno scontro di poteri e di forze che rappresentano interessi e categorie sociali, ma deve inevitabilmente configurare la “Crisi” come un episodio della “storia naturale”, uno tsunami finanziario, del tutto simile a quello provocato dai terremoti. È chiaro che in questa prospettiva nessuna interpretazione è possibile di ciò che accade, ma ci si deve limitare soltanto a descriverne oggettivamente i meccanismi che producono il susseguirsi degli eventi come le onde del maremoto.

Siccome ho sempre pensato che non esiste il pensiero puro, ma che ciò che si pensa dipende anche da ciò che si mangia, alle posizioni di Ferraris preferisco quelle di Vattimo che in modo molto esplicito ribatte a Ferraris, e di conseguenza anche ad Esposito e a tutti i neorealisti, innamorati dell’evidenza dei “fatti”, che l’analisi della realtà dovrebbe imporre di individuare i Poteri Forti e il loro tentativo di sopraffare i più deboli e che nella storia della Verità è implicata inevitabilmente la storia del Potere dell’uomo sull’uomo. Non è un puro caso se a questa vera e propria abbuffata di chiacchiere filosofiche corrisponde poi una chiacchiera politica per molti versi analoga. Mentre qualcuno ricorda che c’è una realtà di disoccupazione giovanile drammatica e una corruzione politico-affaristica senza precedenti, la maggior parte delle forze e degli esponenti politici continuano a baloccarsi sulle mille possibili soluzioni con cui è possibile reperire i soldi necessari a comporre la manovra di 45 miliardi che si abbatte sulle nostre vite.



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