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LETTURE/ Quella "rivoluzione" di Gesù nel Getsemani

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Andrea Mantegna, Orazione nell'orto  Andrea Mantegna, Orazione nell'orto

Il Gesù di Nazaret è una miniera di spunti per la vita intera di chi legge. Il cuore e l’intelligenza sono provocati insieme da un discorso in cui l’allargamento delle conoscenze si fonde in modo indissolubile con il richiamo che incide sul fondamento ultimo dell’esistenza di ciascuno. Vogliamo esemplificarlo partendo da un dettaglio apparentemente secondario: perché è in ogni particolare dell’insieme che si riflette la logica generale che lo governa.

Meditando, passo dopo passo, il cammino di Cristo verso il culmine del sacrificio della croce, Benedetto XVI giunge all’episodio cruciale del Getsèmani (capitolo 6). Subito in apertura, si ritrova una sottolineatura che di per sé è folgorante: a ben guardare, illumina di luce rivelatrice quelli che sono i tratti più caratteristici dell’esegesi proposta nel volume. La scommessa è cercare di cogliere il nucleo profondo di verità custodito nel documento della scrittura sacra tramandata dai due Testamenti. Ma la verità a cui si approda si compone dei minimi frammenti incastonati in ogni piega del tessuto letterale di una Parola di Dio accolta dal popolo cristiano in continuità con il popolo eletto d’Israele. La verità teologica si svela aderendo fino in fondo alla traccia oggettiva della tradizione che ce la consegna.

La scena evocata all’inizio del capitolo è quella del passaggio al Monte degli ulivi dopo la fine della cena consumata con gli apostoli. L’autore ricorda per prima cosa come Matteo e Marco introducano la loro memoria del fatto narrato: “Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il Monte degli ulivi.” Benedetto XVI commenta: l’ultimo convito di Gesù era stato soprattutto un atto di culto; il rito del banchetto vicino al modello della cena pasquale ebraica è stato il tramite simbolico di qualcosa di più sostanziale che aveva bisogno di segni per esprimersi. “Al suo centro (stava) la preghiera di ringraziamento e di lode e alla fine esso sfocia nuovamente nella preghiera.

Ma quale è stato il contenuto di questa preghiera? Cosa sono gli “inni” menzionati dai due evangelisti in piena concordia? Qui si apre lo squarcio su cui  vogliamo richiamare l’attenzione.



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