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STORIA/ La lezione di Roma e Cartagine all’Italia di oggi

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Rovine di Cartagine  Rovine di Cartagine

Nei secoli successivi si cercò di proiettare nel mito l'origine della rivalità fra Roma e Cartagine. Se i Romani vantano la loro discendenza dai Troiani guidati da Enea, per i Cartaginesi è Didone l'eroina fondatrice. L'Eneide di Virgilio narra le vicende dell'incontro tra questi due personaggi e della sua tragica conclusione.
Approdato in Africa dopo una tempesta, Enea viene accolto dalla bella regina che sta costruendo la sua nuova città. Tra i due personaggi nasce l'amore, ed Enea dimentica per un attimo che la missione a cui gli dèi l'hanno chiamato non è a Cartagine, ma altrove. Dovranno intervenire gli dèi per richiamarlo e ricordargli ciò che essi pretendono da lui. Ma Didone aveva messo tutta sé stessa e tutto il suo cuore in questa avventura e non può accettare un abbandono di cui tra l'altro non capisce le motivazioni e che sente come un tradimento. La scelta radicale di Didone di togliersi la vita porta con sé anche la maledizione del troiano divenuto ormai mortale nemico: che l'odio con cui ora vede il troiano si propaghi anche alle loro discendenze.
In questa prospettiva la rivalità fra i due popoli non nasce da un atteggiamento di innata malizia o di arroganza dei progenitori dei Cartaginesi: all'origine di tutto vi è una dimenticanza, un momento di distrazione  del “pio Enea”, che non ha saputo sottrarsi e dire di no alle avances di una donna affascinante e potente. Dunque l'origine dell'inimicizia e dell'odio si inquadra in una dimensione di umanità ben più larga, e paradossalmente la responsabilità di ciò che sarebbe avvenuto in séguito viene ricondotta al progenitore dei romani e al suo momento di scarsa vigilanza su sé stesso e sui suoi sentimenti.



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