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PAPA/ Finnis (Notre Dame): la ragione di Benedetto ci fa uscire dal bunker

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Papa Benedetto XVI in Germania (Foto Ansa)  Papa Benedetto XVI in Germania (Foto Ansa)

Non è né evidente né certo che nelle moderne democrazie sia la maggioranza ad avere il potere. Si potrebbe sostenere che nelle nostre democrazie la maggioranza sia sostanzialmente senza potere. Ciò non significa affermare che il diritto di voto e di poter parlare liberamente di questioni politiche sia irrilevante, tutt’altro! Ma, comunque sia, rimane evidente che chi è in una posizione di responsabilità deve trovare personalmente i criteri autentici per decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato. Così come gli elettori sono responsabili non solo quando votano, ma anche quando parlano con i giornalisti, i sondaggisti o l’un l’altro, e anch’essi devono cercare personalmente questi criteri autentici. Altrimenti, che la maggioranza abbia o meno “il potere”, la legge e il governo dello Stato sicuramente finiranno per corrompersi.

 

“Per lo sviluppo del diritto e per lo sviluppo dell’umanità è stato decisivo che i teologi cristiani abbiano preso posizione contro il diritto religioso, richiesto dalla fede nelle divinità politeiste, e si siano messi dalla parte della filosofia, riconoscendo come fonte giuridica valida per tutti la ragione e la natura nella loro correlazione.” Cosa pensa di questa affermazione del Papa?

 

Che è vera e importante. Ma è un’osservazione di carattere storico, e non è così importante come l’affermazione fatta precedentemente che, “diversamente da altre grandi religioni, il cristianesimo non ha mai imposto allo Stato e alla società un diritto rivelato… Ha invece rimandato alla natura e alla ragione quali vere fonti del diritto.” Questa più ampia e profonda affermazione non riguarda semplicemente la storia, ma anche il presente, dove c’è poco politeismo che possa preoccupare il pubblico tedesco o europeo, ma c’è almeno una “grande religione“ che propone una “legge rivelata” allo Stato e alla società, una legge che per certi importanti aspetti è contro la ragione e la natura (e, naturalmente, non è in realtà rivelata).

 

“Qui compaiono i due concetti fondamentali di natura e di coscienza, in cui "coscienza" non è altro che il "cuore docile" di Salomone, la ragione aperta al linguaggio dell’essere.” Qual è la rilevanza politica di questi due concetti fondamentali?



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