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IL CASO/ Perché Benedetto XVI è un "ambientalista" vero?

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Nostalgia del comunismo in Germania (Imagoeconomica)  Nostalgia del comunismo in Germania (Imagoeconomica)

È una grande «rivelazione» della modernità il fatto che la natura va rispettata, proprio per la legge morale di cui parlava implicitamente il re Salomone (il «cuore che ascolta», organo del bene). Quindi la giustizia si applica dovunque, anche alla natura. Ma qui c’è forse qualcosa che agli ecologisti non piace: attenzione, dice il Papa, anche l’uomo ha un aspetto «naturale». Se gli ecologisti dicono, e a ragione, che occorre dare il giusto rilievo alla natura, alla natura esterna, lo stesso si deve fare - ammonisce Benedetto XVI - rispetto alla natura dell’uomo. Bene dunque rispettare ciò che è fuori di noi, ma c’è qualcosa che sta in noi che è dato, esattamente come ciò che è fuori di noi, e come tale va rispettato. E infatti il Papa ha detto: non ci creiamo da soli.

L’ambientalismo tedesco è stato determinante per la politica tedesca, ma in Italia non è stato così: la cultura ambientalista sembra relegata ad uno stato di minorità politica. È d’accordo? Come lo spiega?

È innanzitutto una questione di persone e poi di cultura. La classe politica verde italiana non ha mai elaborato una filosofia. Questo ha senz’altro inciso sul nostro ambientalismo. I nostri verdi sono sempre stati una sorta di appendice della sinistra, mentre i verdi tedeschi hanno un’origine più liberale. Lo dimostra storicamente la lotta contro il comunismo: infatti uno degli elementi che hanno scosso le basi fisiologiche del regime comunista tedesco-orientale è stato proprio l’ambientalismo. Nei paesi comunisti, e in particolare nella DDR, la corsa all’industrializzazione aveva portato ad un degrado della natura tale da alimentare un ambientalismo essenzialmente antitotalitario. Cosa che da noi non è avvenuta, perché l’ambientalismo nostrano si è radicato prima in funzione filo socialista e poi antiliberale. Mentre i verdi tedeschi sono contro l’energia atomica per ragioni puramente ambientaliste, quelli italiani sono nati dalla protesta creata artificiosamente dall’allora Unione sovietica contro l’energia atomica prima militare e poi civile.

Quanto potranno pesare i movimenti ecologisti e i partiti politici verdi nel futuro della Germania?

Molto, perché la delusione nei confronti dei partiti tradizionali è assai forte. Si è detto: “ma a Berlino hanno vinto i socialdemocratici...”, sì, ma questo è avvenuto per l’abbandono dei competitori, e infatti non hanno aumentato i propri voti se non dell’1 o del 2 per cento. Non la si può definire una vittoria. Ora la strada dei verdi è acquisire maggiore coscienza di sé e maggiore indipendenza. Hanno davanti a sé buone prospettive. In ogni caso, quanto in futuro la Linke possa diventare verde al Papa non interessa.

(Federico Ferraù)



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