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ARTE/ Se l’aldilà è solo quello che si tocca con mano

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Johann Koerbecke, Assunzione della Vergine (1447), particolare  Johann Koerbecke, Assunzione della Vergine (1447), particolare

Insomma, cambiano tutti i paradigmi. In quanto presenza è anche raffigurabile, come dimostrano secoli di grande arte che proprio grazie a questa chance di dare un volto al mistero, a quello che tutte le altre tradizioni ritenevamo irrapresentabile, ha potuto sviluppare una storia di grandezza che non conosce paragoni.

Nel percorso della mostra di Illegio c'è un elemento che torna con particolare insistenza, ed è quello del sepolcro rimasto vuoto. Per esempio c'è una bella tavola arrivata dalla Thyssen di Madrid, di un autore tedesco del '400, Johann Koerbecke, in cui si vede un apostolo che scruta stupito dentro il sepolcro lasciato vuoto dall'Assunzione di Maria. In quel gesto istintivo e semplice, più ancora che nei volti degli altri apostoli che guardano in alto la Madonna tra gli angeli, c'è la rappresentazione dell'aldilà.

È un gesto che intercetta il desiderio che è nel cuore di ogni uomo (come ha scritto Camus nel Caligola: "ho provato semplicemente una improvvisa sete di impossibile… ho bisogno della luna, o della felicità, o dell’immortalità"): fare un'esperienza grazie alla quale la morte non più è l'ultima parola. Come testimoniano i testi pieni di certezze e di serenità di quelle iscrizioni sepolcrali dei primi secoli cristiani prestati alla mostra di Illegio dai Musei Vaticani.

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