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SHOAH/ Cos’avevano in comune Primo Levi, Varlam Shalamov e Armin Wegner?

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Armin Wegner è un intellettuale tedesco testimone del genocidio armeno durante la prima guerra mondiale, quando arriva in Turchia come volontario del sevizio sanitario della Germania. Wegner assiste alla tragedia di un popolo e cerca di farla conoscere eludendo i divieti e rischiando di essere condannato a morte. Firma missive con richieste di intervento indirizzate alle ambasciate di Costantinopoli e scatta moltissime fotografie dei deportati, drammatiche prove del genocidio.
Nel 1919 indirizza una lettera al presidente americano Wilson in cui denuncia lo sterminio degli armeni e chiede una patria per i sopravvissuti. Ha il coraggio di scrivere anche a Hitler, supplicandolo di non ripetere con gli ebrei la tragedia armena. I suoi appelli cadono nel vuoto e Wegner viene imprigionato dalla Gestapo e condannato all’esilio. Vivrà in Italia il resto dei suoi giorni, perseguitato dai ricordi dei massacri.
Gabriele Nissim, Pietro Kuciukian e Marek Halter chiedono che i gesti di coraggio di Perrone, Shalamov, Wegner e di tante altre persone che, come loro, hanno cercato di opporsi ai genocidi in difesa dei diritti umani non vengano dimenticati. I tre intellettuali hanno rivolto un appello all’Europa per istituire una Giornata dedicata ai Giusti e la proposta è stata depositata al Parlamento europeo  per la presentazione ufficiale, che avverrà lunedì 16 gennaio.
Per sostenere questo appello e chiedere che il coraggio di tanti uomini e donne venga ricordato basta una firma a questo link.
Ulteriori informazioni sul sito di Gariwo, la foresta dei Giusti: http://www.gariwo.net

(Elena Colombo)



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