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IL CASO/ Quale sarà la "vendetta" di Giovanna d’Arco contro il furbo Sarkozy?

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Il presidente francese Nicolas Sarkozy (Imagoeconomica)  Il presidente francese Nicolas Sarkozy (Imagoeconomica)

All’uso di interpretare in modo arbitrario il nostro passato – ricordo che la storia non coincide tout-court con il passato, ma ne è l’interpretazione critica – si aggiunge il fatto che il medioevo è forse il periodo più ghiotto per procedere a tale operazione: è infatti abbastanza lontano da noi per poterne dare un’immagine a dir poco fantasiosa, ma al tempo stesso è anche vicino a noi, che conviviamo ogni giorno con istituzioni e modi di vivere radicati nel medioevo e che quindi siamo facilitati a immaginarlo. Il fatto di lavorare in una università, per esempio, mi colloca per così dire entro una delle più caratteristiche “invenzioni” del medioevo occidentale, una delle tante che ancora, mutatis mutandis, sono vive ai nostri giorni.

Come già qualche anno fa Giuseppe Sergi denunciava in un intelligente saggio (L’idea di medioevo, Roma, Donzelli, 1998), il medioevo si presta in modo mirabile a una doppia interpretazione: soprattutto il basso medioevo, quello degli ultimi secoli, per intenderci, è idealizzato nei suoi lati positivi e fantastici, quali armi e cavalieri, fate e tornei, e ancor oggi costituisce uno dei periodi più visitati dal folklore nazionale, basti pensare ai vari palii, calendimaggio, celebrazioni di vario genere. Ogni comune italiano, se appena ha un appiglio storico (e se non ce l’ha, sovente se lo crea), esibisce parate e combattimenti in costume (medievale), trombettieri, tamburi e sbandierate. Al tempo stesso il medioevo è considerato il tempo dell’oscurantismo totale, della caccia alle streghe (che in realtà si colloca perlopiù in età moderna), della violenza gratuita dell’inquisizione (sovente non ben distinta da quella spagnola del secolo XVI). Insomma tutto quello che ha un segno negativo dal punto di vista politico, sociale, ecc. è spesso ancor oggi designato come “medievale”.

Lungi dal voler scrivere qui l’apologia del medioevo, quello che voglio far notare è che le diverse letture di uno stesso periodo non ci garantiscono la sua conoscenza, ma ci illustrano piuttosto il pensiero di chi ne dà un’interpretazione.

Veniamo dunque al caso di Giovanna d’Arco e alle accuse a Sarkozy di voler rendere omaggio alla Pulzella d’Orléans solo per guadagnare i voti di destra. Giovanna d’Arco, con buona pace dei politologi più o meno contemporanei, non è mai stata animata da uno spirito nazionalista. Allora non si trattava certo di combattere l’Inghilterra in quanto nazione nemica. La monarchia normanna, che si era affermata in Inghilterra con Guglielmo il Conquistatore (1066), altro non era che l’espansione di un ducato “francese”, suppergiù coincidente con la regione che ancor oggi porta il nome di Normandia. La dinastia dei Plantageneti, inoltre, proveniva dal continente e quell’Enrico II che sposò Eleonora d’Aquitania era il più importante vassallo del re di Francia, vale a dire controllava una quantità di feudi, la cui estensione superava quella delle terre controllate dal re di Francia: paradossalmente era più “francese” lui del re di Francia. Inoltre, quelli che noi oggi chiamiamo Francesi e Inglesi parlavano ancora la stessa lingua e continuavano a litigare perché, approfittando delle crisi dinastiche del regno vicino, essi avevano sempre cercato di imporre una loro discendenza anche su quello confinante, e potevano architettare tali manovre perché c’erano validi motivi di parentela che avrebbero motivato l’esportazione o l’importazione di un ramo cadetto della medesima dinastia. 



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