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IL CASO/ Quale sarà la "vendetta" di Giovanna d’Arco contro il furbo Sarkozy?

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Il presidente francese Nicolas Sarkozy (Imagoeconomica)  Il presidente francese Nicolas Sarkozy (Imagoeconomica)

Non è inusuale che in occasione di ricorrenze o celebrazioni di diverso segno i giornalisti si confrontino con i giudizi degli storici per declinarli nella circostanza. È invece assai raro che i loro articoli offrano al lettore una visione non diciamo oggettiva – un aggettivo dal quale anche gli storici hanno preso le distanze –, ma almeno onesta. Diamo atto che il compito non è facile, come non lo è nemmeno per gli storici di professione, perché nel pensare comune si sono ormai sedimentate incrostazioni a dir poco granitiche. Il medioevo, in particolare, si presta in modo splendido a questo genere di letture e, perché no, di manipolazioni.

Il recente caso della polemica suscitata dalla decisione del presidente francese Sarkozy di recarsi a Donrémy, in Lorena, il paese natale di Giovanna d’Arco, per celebrare il sesto centenario della nascita della Pulzella d’Orléans, offre lo spunto per alcune riflessioni in merito. Giovanna d’Arco (1412-1431) ha un profondo significato nella storia dell’identità francese, giacché fu lei per ispirazione divina a risollevare le sorti del regno di Francia in un momento in cui sembrava che la monarchia fosse giunta alla fine. Giovanna, postasi sorprendentemente alla testa dell’esercito del debole erede al trono, ottenne infatti la strepitosa vittoria di Orléans (1429), alla quale seguì l’incoronazione di Carlo VII, che pose fine alle mire della corona inglese di impossessarsi anche di quella di Francia. Gli Inglesi, peraltro, una volta impadronitisi di Giovanna, non ebbero difficoltà a farla giudicare da un compiacente tribunale ecclesiastico, che la giudicò eretica e la consegnò al braccio secolare che la mandò al rogo. Già Callisto III nel 1456 dichiarò nullo il processo contro di lei e solo Benedetto XV nel 1920 ne sancì la canonizzazione e la proclamò patrona di Francia.

Ebbene. Che cosa si è fatto di tutto questo? Giovanna d’Arco è diventata il simbolo del nazionalismo francese e della difesa de suolo nazionale nei confronti dell’invasore straniero, mentre si trattava solo di rintuzzare le mire della corona d’Inghilterra. E in questo ebbe successo.

Ma con questo passaggio o, se si vuole, con questa manipolazione, siamo ben aldilà della ricostruzione storica, siamo nel campo dell’interpretazione gratuita e finalizzata a sostenere un’ideologia. D’altra parte, la storia da sempre si offre a polisemiche letture, che ne fanno terreno privilegiato di scontro ideologico: basti pensare a quanta parte ebbe una certa interpretazione della storia imperiale romana nel far risorgere un impero “romano” in Occidente con Carlo Magno, oppure a quanto influì una certa immagine del mondo della Roma repubblicana nell’elaborazione delle istituzioni comunali nell’Italia dell’XI-XII secolo. Si intende che su questa via potremmo arrivare fino a Mussolini, ai fasci e quant’altro, solo per rimanere a casa nostra.



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