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IL CASO/ Quale sarà la "vendetta" di Giovanna d’Arco contro il furbo Sarkozy?

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Il presidente francese Nicolas Sarkozy (Imagoeconomica)  Il presidente francese Nicolas Sarkozy (Imagoeconomica)

Se dunque solo si passa dagli slogan propagandistici all’esame onesto della realtà storica, si capisce benissimo quanto l’operazione di fare di Giovanna d’Arco l’eroina del nazionalismo francese si screditi da sé. Purtroppo, per meccanismi strani, ma che traggono alimento dal desiderio di offrire soluzioni ‘facili’ a problemi o a rivendicazioni di vario genere – la storia degli untori durante la peste è un efficace esempio di tale tendenza – il sentire comune si lascia più facilmente attrarre da questo genere di risposte, che non si basano certo su analisi serie, ma che vanno incontro all’esigenza un po’ forcaiola di trovare sempre un colpevole. La guerra tra Francia e Inghilterra assunse tinte più marcatamente nazionalistiche solo in età moderna, dopo la Riforma e, in particolare, con il regno di Enrico VIII, quando significativamente anche le due lingue cominciarono a divaricarsi.

Sarkozy fa benissimo a rendere omaggio a questa donna che, guidando gli eserciti del pavido erede al trono, consentì alla monarchia francese di non essere assorbita ed eliminata da quella d’Oltremanica, che però, ripeto, non si sentiva concorrente per interessi nazionali, ma semplicemente per questioni dinastiche. Sarkozy fa bene anche perché questa potrebbe essere l’occasione per “sdoganare” Giovanna dall’immagine falsa che le è stata appiccicata, un’immagine che – orrore! – risulta ancor più compromessa agli occhi dei moderni critici dal fatto che ella fu dichiarata santa, in realtà un atto dovuto, visto il trattamento bieco che le aveva riservato un’autorità ecclesiastica troppo incline ad assecondare il potere politico.



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