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PAPA/ 1. Mons. Pezzi (Mosca): l’educazione? Solo un "affetto" la può salvare

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Mosca (Imagoeconomica)  Mosca (Imagoeconomica)

Non vedo tanto questo aspetto di sfida. Tengo a dire, a questo proposito, che la difesa di una forma non necessariamente coincide con una formalità – alla quale anzi potrebbe toccare proprio la difesa ultima di un contenuto. Il punto cruciale a mio avviso è ciò che il Papa dice a proposito del testimone, cioè dell’educatore: che deve vivere in prima persona, lui innanzitutto, quello che trasmette. Se così è, ciò che egli dice e trasmette non potrà che essere un contenuto vivo. Vale anche per una verità di fede: che resta come tale, ma che viene trasmessa come contenuto di un’esperienza esistenzialmente vissuta. In questo caso la forma non sarà più ciò che salvaguarda la definizione nella sua oggettività, ma il veicolo – per usare una metafora, l’automobile rombante – attraverso cui questo contenuto viene trasmesso. Perciò anche difendere la forma può diventare, come lo è stato per la Chiesa sotto il passato regime e come lo è oggi sotto i regimi in altri Paesi, un modo attraverso cui poter trasmettere un avvenimento vivo capace di educare. Non dimentichiamo che la liturgia è il primo luogo e anche forse il luogo più semplice di educazione al rapporto e al legame con Dio.

«La città dell’uomo non è promossa solo da rapporti di diritti e di doveri ma anche da relazioni di gratuità, misericordia e comunione». Come legge questo passaggio alla luce del particolare travaglio che la società russa sta vivendo oggi?

Anch’io ne sono rimasto toccato. È per noi l’esortazione ad avere la semplicità di cuore per lasciare che queste espressioni – gratuità, misericordia e comunione – definiscano una modalità nuova nei  rapporti tra le persone. È esperienza di tutti, infatti, che quando la carità irrompe nei rapporti basati su una riduzione della nostra umanità, li cambia e il nostro io rinasce. Sentiamo il nostro essere palpitare nuovamente. Questo cambiamento è la vera risposta alla tentazione di demandare ad un cambiamento politico ciò che può solo spettare ad un cambiamento personale.

Quale compito ci attende?

Il Papa, con una grande concretezza, ha concluso il suo Messaggio tornando a quello che aveva detto all’inizio. Se siamo rapporto con Dio, allora ciò che ci è chiesto è alzare continuamente lo sguardo a Lui. Dalla Chiesa viene l’aiuto più grande, materno, a questo compito.

 

(Federico Ferraù)

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