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FREUD/ Meluzzi: è stato più bravo come scrittore che come scienziato

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Sigmund Freud, nella ricostruzione del Museo delle cere di Berlino, foto InfoPhoto  Sigmund Freud, nella ricostruzione del Museo delle cere di Berlino, foto InfoPhoto

Dunque lei non pensa come sostengono alcuni che la tecnica usata per i "Racconti analitici" fosse dovuta a un tentativo di non traumatizzare il lettore, di diluire il contenuto di quanto veniva espresso?
Io penso che volgere in un racconto romanzato esperienze emozionali raccolte durante la psicoterapia sia anche un modo per tenere l'anonimato del paziente e renderlo così irriconoscibile e salvarne la persona, non volgendo il tutto in un caso clinico.
Qual è oggi a tanti anni di distanza l'eredità di questi racconti?
Hanno sicuramente un grande interesse culturale. Teniamo presente che di questi due grandi personaggi che sono sempre stati accostati nella scuola di Francoforte e nelle grandi rivoluzioni del '68, e cioè Freud e Marx, uno è stato un economista che ha finito per fare il rivoluzionario, e l'altro uno scienziato che ha finito per fare l'artista.
Questo cosa ci suggerisce?
Che questo travalicare i campi non ci deve stupire. La sicura importanza della psicanalisi e di Freud nella storia della cultura ci dice che mentre la psicanalisi da parte dell'analisi e delle psicoterapie oggi giorno è un metodo sicuramente datato e poco applicato, sono infatti ormai pochi i pazienti che vengono curati da una psicanalisi classica, Freud rimane invece un grande contributo alla storia della cultura, del pensiero e dell'intelligenza umana. In questo senso Freud narratore rappresenta più un caposaldo della storia della letteratura che della storia della medicina.



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