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NOBEL LETTERATURA 2012/ Mo Yan, il realismo magico di un "dissidente ma non troppo"

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Mo Yan, Nobel per la letteratura 2012 (InfoPhoto)  Mo Yan, Nobel per la letteratura 2012 (InfoPhoto)

PREMIO NOBEL LETTERATURA 2012. E' un intellettuale indipendente ma certo non avverso al regime. E' Mo Yan, fresco vincitore del Nobel per la letteratura con la motivazione: “con un realismo allucinatorio fonde racconti popolari, storia e contemporaneità”. “Mo Yan” e' un falso nome, che in cinese significa “Non parlare” , il suo vero nome e' Guan Moye. Classe 1955, Mo Yan è originario della regione rurale dello Shandong che ha fatto da sfondo a moltissimi dei suoi romanzi. Al contrario dell'altro cinese, il primo che ha vinto un premio Nobel per la letteratura, Gao Xingjian, che vive in Europa da più di 20 anni e critica apertamente il regime, Mo Yan vive in Cina e le sue critiche alla società e al sistema politico cinese sono indirette. Nelle sue opere pur non criticando apertamente il sistema, non condivide comunque alcune scelte del governo, come la politica degli figlio unico, che Mo Yan ha contestato nella sua opera Le rane. È autore di sette romanzi, tra cui Sorgo rosso, una dozzina di racconti, e numerose storie brevi. Dai primi due capitoli di Sorgo rosso ha ricavato la sceneggiatura per l'omonimo film Zhang Yìmóu, vincitore dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino nel 1988. Per IlSussidiario.net abbiamo contattato Francesco Sisci, a Pechino per Il Sole 24 Ore.

 

Sisci, come valuta l'assegnazione del premio Nobel a Mo Yan?

 

E' uno scrittore di grande successo e ha una notevole influenza nel Paese: ha inaugurato un genere che si basa su una sorta di realismo magico in cui vengono descritte storie della campagna cinese che sembrano quasi assurde ed incredibili. Indubbiamente è uno scrittore di grande valore.

 

Quali sono i rapporti fra Mo Yan e il Partito comunista?

 

E' uno scrittore non perfettamente allineato, di regime, come si potrebbe dire. D'altra parte, non è nemmeno dissidente come, del resto, quasi tutti gli autori in Cina: il Partito è stato abbastanza astuto da acconsentire, all'interno del Paese, che la letteratura si ricavasse uno spazio, una nicchia. Una mossa che ha permesso l'avvicinamento fra gli scrittori e il regime.

 

L'Accademia di Stoccolma ha scelto un autore che critica la Cina?



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