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LETTURE/ Chi decide quello che leggiamo?

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Cicerone (infoPhoto)  Cicerone (infoPhoto)

L’ideologia della traduzione che prevale nel mondo occidentale è quella che Berman ha chiamato etnocentrica. È “etnocentrico” quell’atteggiamento che tende a leggere il rapporto con le altre culture alla luce della propria e la cultura straniera come qualcosa da rifiutare oppure da adattare e camuffare all’interno della cultura di appartenenza. In questo senso la traduzione tende ad essere essenzialmente captazione del senso al di là della forma. In quanto captazione del senso, la traduzione ha in sospetto la lettera. Tuttavia come ha notato ancora Berman la fedeltà al senso e l’infedeltà alla lettera straniera è però fedeltà alla lettera propria, quella in cui si traduce. Il senso è catturato in una lingua ma viene spogliato di tutto quanto non è trasferibile in questa. L’ideologia del primato del senso diventa l’ideologia della lingua in cui il testo viene tradotto. 

Tale ideologia dà alla propria lingua lo status di mezzo privilegiato, intoccabile. In esso il senso deve entrare senza far danni. Da questa posizione derivano due conseguenze: si deve tradurre l’opera straniera in modo che non si “senta” la traduzione e la si deve tradurre in modo di dare l’impressione che è ciò che l’autore avrebbe scritto se avesse scritto nella lingua d’arrivo. Berman ha sottolineato come questo desiderio conduca ad alcune tendenze deformanti che costituiscono l’ideologia della traduzione in occidente. Queste tendenze sono nella prassi comune di qualunque traduttore occidentale e corrispondono a precise scelte culturali e ideologiche. Come s’è detto abbiamo qui a che fare con l’idea secondo la quale il senso è un’invariante che può passare da una lingua all’altra lasciando intatto il suo nucleo centrale. 

Ma passa qui anche l’ideologia che considera il rapporto con lo straniero nei termini di conquista e appropriazione. Berman fa risalire questa ideologia a Roma che si manifesta anche nel rapporto con i testi e con le arti. Così come la statuaria romana è un’annessione di quella greca, anche il rapporto con i testi è dello stesso tipo. L’idea di traduzione di Cicerone ne è un esempio.

Queste considerazioni ci dicono che la traduzione entra proprio là dove l’ideologia si costituisce come modello di una cultura, nel rapporto fra linguaggio e mondo, dichiarando questo come costruzione del primo e il linguaggio un costrutto ideologico. La traduzione, in quanto ha a che fare con il materiale linguistico, inevitabilmente ha a che fare con le ideologie. In realtà ciò che è messo in gioco dalle trasformazioni prodotte dalla traduzione sono proprio le ideologie delle diverse culture. Ma non è tutto, perché la traduzione porta con sé inevitabilmente un confronto con i concetti condivisi da una determinata cultura, essendo questi una costruzione ideologica operata attraverso il linguaggio. 

 



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