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IDEE/ Da Agostino a Nietzsche, la tradizione ci parla ancora?

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Raffaello, La scuola di Atene (1509-10, particolare. Fonte: Wikipedia)  Raffaello, La scuola di Atene (1509-10, particolare. Fonte: Wikipedia)

La filosofia e la cultura in genere si sviluppano attraverso una continua ripresa e riformulazione delle tradizioni. Non si può pensare mai né ad una totale novità del presente senza precedenti in una tradizione, né ad una riproposizione astorica, senza la minima interpretazione di un pensiero del passato. Si tratta, invece, di far interagire intelligentemente il passato sedimentato nello stesso linguaggio con gli avvenimenti del presente, aprendosi così alla dimensione del futuro. Di qui il permanente interesse del tema Tradition and Innovation che verrà proposto dal 22 al 24 ottobre prossimi in occasione dell’International Workshop on Philosophy, evento promosso dalla Associazione culturale e dalla rivista Philosophical News diretta da Elisa Grimi che si terrà presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (Via Nirone 15) con il patrocinio di Regione Lombardia, Istruzione, Formazione e Cultura. 

Il workshop è aperto a studenti, docenti, studiosi di tutte le facoltà. Martedì 23 sera si terrà inoltre una cena sociale, evento pubblico promosso dall’Associazione quale momento di confronto tra i relatori e tutti i partecipanti al convegno. Per informazioni si veda il box in evidenza su  www.philosophicalnews.com.

Ad aprire i lavori sarà Renato Pettoello, presidente della Società Filosofia Italiana, sezione Lombardia. Alcune delle relazioni previste verteranno proprio sul significato del tema in quanto tale. Tra queste fondamentale è quella di Rémi Brague (Université Panthéon-Sorbonne (Paris I), Ludwig-Universität München), prevista per lunedì 22, per il quale, anche se possiamo lamentarci di qualcosa accaduto nel passato, dobbiamo riconoscere tuttavia che è pur sempre il passato ad averci generato. Fino a che punto possiamo essere sicuri, invece, che il nostro presente produrrà un futuro? La “natalità” dell’uomo (H. Arendt) come capacità per ogni essere umano di ricominciare deve perciò essere compensata, secondo Brague, dalla pietà verso il passato. 

Così pure Francesco Botturi nella giornata di mercoledì 24 cercherà di mostrare come non vi possa essere un’autentica ripresa del passato senza generazione di qualcosa di nuovo, in cui la sintesi di passato e presente ha luogo. Si ha tradizione solo se vi è generazione e rapporto di generazione. John O’ Callaghan della University of Notre Dame si soffermerà nella mattina di lunedì 22 poi sul diverso atteggiamento nei riguardi della tradizione da parte di autori distanti nel tempo come Agostino e Nietzsche.

Altre relazioni mostreranno attraverso esempi concreti come sia stata possibile nel passato e come sia possibile oggi un’intelligente ripresa di filoni di pensiero tradizionali o classici. Così faranno, per esempio, nella sessione mattutina di martedì 23 Enrico Berti (Accademia dei Lincei) e Nicoletta Scotti Muth (Università Cattolica) con il pensiero di Aristotele, Alessandro Ghisalberti (Università Cattolica) e Angelo Campodonico (Università degli Studi di Genova) con la riflessione di Tommaso rispettivamente in ambito metafisico ed etico, Timothy Chappell (lunedì 22) della Open University (UK), rifacendosi ad Agostino e a Rousseau e riflettendo sulla fondamentale tematica etica del rapporto con il tu degli altri e di Dio. Anna Marmodoro (University of Oxford) martedì 23 mostrerà infine l’attualità dell’ontologia di un filosofo delle origini: Anassagora.



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