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STORIA/ Ildegarda di Bingen, il genio che dava del "pazzo" all'imperatore

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La badessa di Bingen diventa ben presto famosa non solo per i suoi scritti ma per avere predicato in pubblico fuori dal monastero, per aver ottenuto lodi ed incoraggiamento da papa Eugenio III e da quell’ardente e bellicoso personaggio che era Bernardo di Chiaravalle. L’accusatore di Abelardo non avrebbe mai avallato posizioni che potessero anche solo sfiorare l’eresia, eppure alcune affermazioni di Ildegarda sembrano veramente ardite, come i suoi riferimenti alla sessualità, descritta in riferimento alle differenti disposizioni o inclinazioni di uomo e donna nel momento della loro unione fisica.

Qualcuno se ne potrebbe sorprendere? Ma Ildegarda studia anche la medicina e la fisica medievali e ne usa i linguaggi! Conosce a memoria la Bibbia le cui parole rivelano in alcuni luoghi tratti molto carnali (eros e agape convivono non solo nel Cantico dei Cantici). Osserva inoltre il mondo circostante il chiostro: incontra uomini e donne che erano in relazione con le comunità monastiche, molto più di quanto oggi si pensi. 

Un’altra caratteristica sorprendente è la forza con cui la badessa di Bingen rimprovera l’imperatore Federico I per aver nominato un antipapa: “Ti sei comportato come un pazzo” e solo l’autorità imperiale prevenne la reazione dei fedelissimi che volevano bruciare il monastero di Bingen per l’offesa ricevuta.

Verso la fine della sua lunga vita, Ildegarda, novella Antigone, affronta un’altra terribile battaglia; ella infatti rifiuta di consegnare ad altri il cadavere di un nobile cavaliere che, malato e penitente, era stato assistito e poi sepolto nel cimitero del monastero. Alcuni prelati della vicina Magonza, in assenza dell’arcivescovo, ritengono che Ildegarda abbia accolto uno scomunicato e la colpiscono con l’interdetto, imponendole il silenzio.

Solo sei mesi prima di morire, Ildegarda può riascoltare la musica tra le mura del suo monastero perché l’arcivescovo di Magonza, scrivendo da Roma, le dà ragione.

Sempre da Roma, il 7 ottobre 2012, un Pontefice, che stima la cultura femminile e che ha scritto sull’amore fra uomo e donna pagine che farebbero tremare gli odierni “prelati di Magonza”, ha dichiarato che Ildegarda è Dottore della Chiesa. Gliene siamo immensamente grati e speriamo che il suo gesto sia anche occasione per promuovere nuovi studi su questa figura straordinaria.

 



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