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IDEE/ Sedakova: il "trauma sovietico" ha molto da insegnare all'Italia della crisi

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È sorprendente come il potere non riesca neppure a leggere il sentimento che spinge la gente a scendere in piazza. Le persone lo dicono apertamente: non permetteremo di lasciarci umiliare! Ma il potere non capisce cose di questo genere, conosce solo motivazioni da cavernicoli: qualcuno li ha pagati, è un sabotaggio, vogliono spartirsi qualcosa, ecc. Nella sua concezione di comportamento, motivazioni come l’onestà semplicemente non esistono. Sollevare “poveri” e “non istruiti” contro “ricchi”, “gente della capitale” e “troppo intelligenti”: questa è la sua risposta alla situazione. Da qualche parte questo “linguaggio classista” e le “ricerche del nemico”, da esso inscindibili, funzionano ancora, ma qui esso suona come una menzogna antidiluviana e ormai parodistica. E suona anche ridicolo, quando a parlare della “sazietà” degli scontenti sono milionari affogati nei soldi. Ma la cosa incredibile è che dei loro milioni qui la gente non sa che farsene. Prendetevi la vostra roba e lasciateci in pace. La ricchezza sporca è apparsa, finalmente, nella sua vera luce. Noi vogliamo un paese di cui non dobbiamo vergognarci. Noi sappiamo di che cosa ci si debba vergognare e di che cosa no. Non tollereremo l’impudenza.

Passa di mano in mano la famosa frase di Brodskij, secondo cui l’estetica è madre dell’etica. Ancora più indubbio è il fatto che la politica proviene dall’etica. Così era in Aristotele, così è rimasto sempre. Noi vediamo ora per le nostre strade una nuova etica, con cui la politica di un certo tipo è incompatibile. Una delle caratteristiche di quest’etica è la rinascita di una libera comunicazione tra le persone.

È difficile trovare una persona meno incline di me a partecipare ad azioni di massa di ogni genere. Del resto, trovare in Russia tipi come me non è certo difficile. Non c’è neanche bisogno di cercare. Tutti i miei conoscenti soffrono della medesima fobia del “collettivo”. Dico “soffrono”, perché in effetti si tratta di una malattia – probabilmente, per molti incurabile.

Uno degli orrori del passato sovietico era il “collettivo”. Che cosa facevano gli individui riuniti in folla? Marciavano, reggevano cartelli, ritratti, slogan preparati per loro, esprimevano il proprio sostegno a determinate “risoluzioni del partito”, denigravano chi di dovere e così via. Chiaro, non si radunavano di propria volontà (la minima riunione organizzata di propria volontà appariva sospetta). Ma una volta radunatisi, erano pronti a tutto. Entrando a far parte di un’iniziativa collettiva (assemblea sindacale, di partito, conferenza politica ecc.), ognuno perdeva il proprio volto. Non c’era più un “io” personale, si delegava la propria anima al “collettivo” e alla sua forza guida. Per questo, tra l’altro, l’uomo sovietico era così poco capace di pentimento: di che cosa doveva pentirsi? Era come tutti. Andava “dietro alla maggioranza” (come dice l’autore del testo dei nostri tre inni). “Lui personalmente” non decideva nulla. Il terribile quadro di raduni oceanici con la stessa espressione alienata su ciascun volto lo vediamo in numerose riprese documentarie. Nessuno di costoro sarebbe stato disposto a intercedere per un “altro” o per un’“alterità”. “Uno per tutti, tutti per uno”, era uno dei precetti del Codice morale dei costruttori del comunismo. Noi lo leggevamo così: “Uno per tutti, oppure tutti addosso a uno”. Quest’“uno”, a cui “tutti” davano addosso, era in genere la persona più dotata, più giusta – Pasternak, Sacharov… Una condanna unanime. Una fedeltà senza riserva. Böll lo chiamava “sacramento del bufalo”.

 



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COMMENTI
28/10/2012 - Bisogna sempre porsi delle domande (Mariano Belli)

Cara Olga, non vivo in Russia e giudico da fuori....ma ad avercelo noi un Presidente come il vostro che fa gli interessi della nazione e quindi del suo popolo! Non credo che il popolo russo, nella sua lunga storia, sia mai stato così bene come in questi ultimi anni... i nostri politici qui sono tutti asserviti al potere bancario, e stanno portando la gente alla rovina... Attenzione, che il vostro Paese fa molto gola agli americani, e sappiamo quali metodi usino (le "primavere" arabe sono state ideate e alimentate proprio dagli Usa....) : io non credo che i vertici di questo movimento di opposizione abbiano davvero a cuore gli interessi della Russia. La domanda da farsi è: chi c'è dietro?