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LETTURE/ Zweig, il genio che non riuscì a sopportare i fantasmi del passato

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Joseph Roth, che chiede notizie di sua moglie e riceve in risposta pietose bugie. E tanti altri, spettri vivi e morti di un mondo divorato dal male. Qui la notizia dell’ingresso in guerra degli Stati Uniti, un’euforia precaria, rudemente soffocata dalle voci che giungono dall’Europa e raccontano la tragedia degli ebrei, spazzati via dal  mondo. Poi, dopo le allucinazioni del carnevale di Rio e la resa di Singapore, caduta nella mani dei giapponesi, la decisione irrevocabile di lasciare questo mondo. Lui e la giovane moglie. Scivolare insieme verso la tenebra con in bocca il tossico umore del veleno. Il 22 febbraio 1942. Domenica.

Sono “Gli ultimi giorni di Stefan Zweig”. Ricostruiti, immaginati e raccontati da Laurent Seksik, narratore francese, e medico.

 

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