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GIORNALI/ Nella crisi del "Manifesto" tutto quello che una generazione non ha capito

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Rossana Rossanda, fondatrice del Manifesto (InfoPhoto)  Rossana Rossanda, fondatrice del Manifesto (InfoPhoto)

Che il comunismo della dittatura del proletariato e della statalizzazione integrale delle forze produttive non sia stato altro che una via rapida, brutale e sanguinosa all’accumulazione originaria, che Marx stesso descrive per il primo capitalismo inglese del 1500/1600, provoca una dissonanza cognitiva in questa generazione di comunisti che essi non sono in grado di sopportare. Aveva certo ragione Lucio Magri a rifiutare l’abiura e la rimozione dell’esperienza storica del comunismo. Infatti: occorre comprenderla. Ma ai sopravvissuti di questa generazione restano ormai solo l’orgoglio luciferino delle avanguardie intellettuali e una speranza non doma, che si fondano sulla “fede” marxiana dell’uomo onnilaterale realizzabile, dell’umanesimo plenario. Il contrario esatto di un approccio globale al destino dell’uomo e di una visione laica della storia.

Già negli anni 60 Albert Camus, di cui l’anno prossimo ricorre il centenario della nascita, aveva invocato l’avvento “di un pensiero politico modesto, cioè liberato da ogni forma di messianismo e sgombro della nostalgia del paradiso terrestre”.



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COMMENTI
30/10/2012 - Leggere per comprendere (Anna Di Gennaro)

L'Autore è riuscito a colmare la mia ignoranza in materia e la curiosità su una questione che non conoscevo mi ha spinta a leggere. Pur tuttavia mi permetto di segnalare a Francesco Taddei che il centro dell'articolo non è finanziare o non finanziare il quotidiano. Se un giornale è un chiusura coatta, soldi pubblici non ne prende più. Lei sta parlando d'altro che non si misura con il contenuto dell'articolo. Provi a rileggerlo senza paraocchi, scoprirà input davvero degni di nota...

 
29/10/2012 - antico vs moderno (francesco taddei)

Ma se un giornale è in crisi di vendite, cioè di lettori, perché continuare a finanziarlo? Perché è di interesse pubblico (tradotto: di partito!) non potrebbe reggersi solo con donazioni? o con internet? quanto prendono di stipendio i loro giornalisti? Non potrebbero ridurselo visto il calo di vendite? Il contratto di categoria (cioè di casta) lo impedirebbe? PS. dal primo gennaio 2013 Newsweek sarà soltanto online.