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ISLAM/ Benhadj (regista): contro il fanatismo ci serve la "purificazione" del Papa

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Ramadan in Iran (InfoPhoto)  Ramadan in Iran (InfoPhoto)

Il pane nudo è l’esempio di una storia che tocca non solo il mondo arabo ma qualsiasi giovane che, da condizioni miserrime di violenza e ignoranza, può arrivare a riscattarsi dalla miseria e dalla povertà. Il nemico di molte idee sbagliate sulla religione che oggi dominano nel mondo arabo è la profonda ignoranza della gente. È questo il livello in cui agire se si vogliono cambiare le cose. Io ho affrontato questi temi e credo di avere raggiunto il mio scopo senza creare scandalo, ma facendo pensare. Era la vera cosa che mi interessava.

Lei ha appena finito di montare la sua ultima opera. Vuole anticiparci qualcosa?

Nel mio ultimo film, ancor più che nel Pane nudo, affornto i temi della religione, della democrazia e dell’integralismo. È la storia di una grande fotografa algerina che vive a Parigi da vent’anni e che ha ormai tagliato i ponti con la famiglia d’origine. Tornerà in Algeria per capire come mai suo fratello, una persona che aveva una visione completamente diversa della vita, sia potuto cadere vittima del fanatismo e finire in prigione. Perché uno sceglie di essere, di pensare in quel modo? È la stessa domanda che oggi si pone un giovane tunisino, algerino, egiziano di fronte a quello che sta accadendo.

Alla Mostra di Venezia ha suscitato scandalo il controverso film Paradise: Faith di Ulrich Seidl. Si può rappresentare tutto, senza limiti all’empietà?

È vero che oggi vivere in occidente per un cineasta può sembrare facile perché la libertà espressiva è praticamente senza limiti. Nei paesi arabi l’empietà può portare alla morte, in occidente di sicuro riempie il portafoglio. Il problema in occidente non sta più nelle leggi ma nell’etica, che manca. Io non avrei mai fatto un film su Gesù come quello che è stato fatto su Maometto, nemmeno come provocazione. Perché sporcare i valori, quando si può parlare alla coscienza delle persone senza offendere? 

Il Papa recandosi in Libano, ha detto che «Il fondamentalismo è sempre una falsificazione della religione» e ha aggiunto che «il compito della Chiesa e delle religioni è sempre quello di purificarsi». Che ne pensa? 

Sono parole sagge e intelligenti. In tutte le religioni gli estremismi portano divisione. È scritto nel Corano che uccidere un uomo è come uccidere l’umanità. Allora, uccidere è contro l’uomo stesso! Ogni fanatismo che usa l’islam per un disegno di potere è fuori da ogni concetto religioso, è anche estraneo all’islam medesimo e dunque quello che dice il Papa si applica benissimo anche ai musulmani. Tutti dobbiamo fare una una purificazione, ognuno nel suo lavoro. E più di tutti, forse, devono farla artisti e giornalisti.

(Federico Ferraù)

 



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