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DIBATTITO/ Barcellona: aborto e gay, il "sogno" di Vendola fa male alla ragione (laica)

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Tutta la cultura dello stoicismo ha ispirato correnti culturali molto radicate nell'occidente che hanno rappresentato per l'appunto una visione molto umana e realistica del rapporto fra ciascun individuo e il destino inevitabile del proprio scomparire. L'idea del venire al mondo e dello scomparire delle cose è alla base di uno dei filoni più importanti della cultura occidentale, che si è sempre misurata col rapporto fra la specificità umana della coscienza e l'accadere necessario dei fatti che sono sottratti al nostro potere. Le visioni della nascita e della morte hanno consentito di percepire il limite umano del nostro potere sulla natura e hanno influenzato profondamente una cultura che, pur dando il primato all'uomo nell'universo, lo ha sempre realisticamente posto di fronte ad una nascita e ad una morte di cui non può disporre a proprio capriccio.

Io non capisco perché questa componente stoica della cultura dell'Occidente non possa oggi essere presa in considerazione per un confronto serio senza inquinare la discussione attraverso le categorie del rapporto fra fede e ragione, e costruendo addirittura su queste antinomia schieramenti politici. Vorrei capire perché qualche rappresentante del centro destra diventa all'improvviso il paladino di principi religiosi quando la sua vita personale mostra in modo clamoroso una notevole distanza dai modelli evangelici. Se c'è un caso dove l'opportunismo e la strumentalizzazione stanno premiando i produttori di chiacchiere a vuoto, questo è il campo della bioetica in cui non c'è più spazio per un'antropologia culturale che cerchi di approfondire le radici dei nostri modelli etici.

Le stesse ragioni di perplessità riguardano l'attuale dibattito sul riconoscimento delle coppie omosessuali come una forma nuova di famiglia. Personalmente ritengo infatti che vadano regolamentati i diritti economici relativi ad una convivenza protratta nel tempo, ma penso che l'adozione di un bambino da parte di una coppia di persone dello stesso sesso rischi di produrre nella rappresentazione mentale del giovane una lacerante distorsione fra l'attitudine a svolgere ruoli femminili e maschili, paterni e materni, e la realtà di una coppia fondata su una somiglianza senza differenza.

Se i problemi della bioetica saranno dunque sottratti alla disputa fra laici e cattolici e assunti come problema antropologico dell'essere umano, non solo si  agevolerà un confronto argomentato seriamente, e non fondato su presupposti ideologici, ma si favorirà una chiarificazione del confronto politico fra gli schieramenti che oggi sono falsamente tenuti in piedi per ragioni di pura opportunità. 



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