BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Borgna: la follia, quella "oscura" armonia che ci parla di Dio

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

InfoPhoto  InfoPhoto

È unimmagine non mia, ma bellissima. Non c’è incontro realmente umano se non avviene in noi un cambiamento; a maggior ragione, non c’è vero incontro terapeutico che non cambi chi cura insieme a chi è curato. Più entrambi riescono a porsi su simmetrici orizzonti di senso, più la cura assume il suo pieno significato. Se ascolto, se non giudico, se riesco a creare una comunione e se chi sta male avverte che dall’altra parte non c’è una persona estranea alla sua angoscia, ma un uomo che sa vivere sia pure in maniera diversa i suoi problemi, ecco, già questa è terapia, già questo è il fondamento − appunto − di una comunità di destino. Essa si realizza quando medico e paziente si avvertano legati innanzitutto da un comune orizzonte, di dolore ma anche di salvezza. 

Ha usato espressioni sempre più forti: dopo «destino», «salvezza». Perché?

Siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio. Questo è l’ultimo fondamento che consente di guardare laltro dall’unico punto di vista che mai consentirà di venir meno al rispetto di una dignità, e di una libertà, assediate dal male.

(Federico Ferraù)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.