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STORIA/ La nuova "Rosa Bianca": il sacrificio di Von Moltke contro Hitler

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Helmuth James Graf von Moltke (1907-1945. Immagine d'archivio)  Helmuth James Graf von Moltke (1907-1945. Immagine d'archivio)

Helmut James von Moltke era nato a Krzyżowa nel 1907. Sua madre, Rose Innes, donna profondamente religiosa, era figlia del presidente dell’Alta Corte del Sud Africa, ed educò i figli a rifiutare ogni forma di violenza e discriminazione. 

 Dal 1927 al 1929 studiò legge e scienze politiche a Wrocław, Vienna e Berlino. Nel 1929 fu tra gli organizzatori delle “Comunità Operaie Löwenberg”, in cui gli studenti universitari entravano in contatto con contadini ed operai disoccupati per aiutarli a prendere coscienza dei loro diritti e dei loro doveri civici. A  Krzyżowa, inoltre, von Moltke donò parte delle sue terre ai disoccupati per creare nuove aziende agricole, cosa che lo rese inviso ai possidenti terrieri della zona. 

In quanto avvocato specializzato in diritto internazionale, dal suo ufficio di Berlino aiutò molti ebrei ad emigrare in Inghilterra. Nel 1934 superò l’esame da magistrato, ma rinunciò alla carriera di giudice per non doversi iscrivere al partito nazionalsocialista e rifiutò anche la possibilità di emigrare lui stesso in Gran Bretagna.

Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, venne reclutato nel controspionaggio, dove doveva occuparsi dell’analisi della stampa estera. Utilizzò la sua posizione e i numerosi viaggi di servizio all’estero per cercare di entrare in contatto con gli Alleati, però questi tentativi non ebbero successo per la loro diffidenza nei confronti di un aristocratico ufficiale dell’esercito di Hitler.

Helmut James fu l’iniziatore di quello che verrà poi definito il “Circolo di Krzyżowa”, uno dei più importanti gruppi tedeschi di opposizione al nazismo. Il “Circolo” raccoglieva personalità provenienti da diverse tradizioni culturali: socialisti, aristocratici, protestanti, compreso il vescovo Theophil Wurm e il teologo Eugen Gerstenmaier, e cattolici, fra cui diversi sacerdoti e il vescovo di Berlino Konrad von Preysing e il provinciale dei Gesuiti, Augustinus Rösch. La dottrina sociale della Chiesa era la base per il dialogo fra cattolici, aristocratici e socialisti, mentre lo spirito ecumenico facilitava il rapporto fra cattolici e protestanti.

 Accanto ad un’azione di aiuto agli ebrei e a quanti erano perseguitati dal regime svolta dai membri del “Circolo”, molto importanti erano gli incontri periodici del gruppo, che si svolgevano sia a Berlino, che a Krzyżowa nella “Casa sulla collina”, che offriva un riparo più sicuro da sguardi e orecchie indiscreti. 

Nel corso di questi incontri, i membri del gruppo, assolutamente certi della caduta del nazismo, in particolare a partire dal 1940, elaborarono una concezione della Germania e dell’Europa come sarebbero dovute essere dopo una volta finita la guerra. Poiché si rendevano conto della devastazione delle coscienze provocata dal regime, che era al potere dal 1933, elaborarono una serie di progetti per le future riforme in tutti i campi: educazione, economia, amministrazione, ed individuarono anche le possibilità e le modalità di collaborazione tra gli stati europei riuniti in una federazione. “Per noi l’Europa del dopoguerra non è una questione di confini ed eserciti, di organizzazioni complicate e grandi progetti. L’Europa del dopoguerra è una domanda: come si potrà ricostruire l’immagine dell’uomo nei cuori dei nostri concittadini?” (dalla lettera di Helmut James von Moltke a Lionel Curtis, aprile 1942).



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