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LETTURE/ Ortega contro i "barbari specializzati" che hanno dimenticato l'io

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Sagrada Familia, Il giudizio di Gesù (Fonte: Wikipedia)  Sagrada Familia, Il giudizio di Gesù (Fonte: Wikipedia)

Il luogo e la data di nascita, dice Ortega y Gasset, costituiscono due terzi di una biografia. Per introdurlo, quindi, sarà bene iniziare col dire che egli nasce a Madrid nel 1883, in un secolo che si disponeva a vivere solo di progresso, materia e calcolo delle utilità. La Spagna, negli anni della sua infanzia, con la perdita di Cuba e delle Filippine declina come potenza coloniale e negli anni della sua adolescenza è attraversata da forti contrasti politici che contrappongono da una parte l’ideologia socialista favorevole all’instaurazione della Repubblica come primo passo per la rivoluzione marxista e dall’altra i monarchici, appoggiati da una parte importante dell’esercito. In questo contesto Ortega matura quell’attitudine che lo porterà a scrivere opere come Il tema del nostro tempo e La ribellione delle masse, tenere corsi universitari e conferenze, fondare una rivista di cui è stato unico autore, Lo Spettatore, e una in cui chiama a collaborare intellettuali da tutto il mondo, La Rivista dell’Occidente.

Il nucleo centrale attorno a cui ruota la sua vasta produzione si è formato grazie ai suoi anni di studio in Germania, a Marburgo, «dove si leggeva Kant a tutte le ore» e dove la sua filosofia si forma come risposta a tutto il filone di pensiero razionalista, all’idealismo e al relativismo. Dire risposta è però dire poco: il suo pensiero è stato infatti una vera e propria battaglia contro gli errori e le astrazioni della filosofia moderna. Lo vediamo nei saggi Idee e Credenze, Storia come sistema e Che cos’è la filosofia?, dove Ortega ricostruisce i momenti principali della storia del pensiero che hanno portato alla filosofia del “gallo razionalista”, ossia di Cartesio. 

L’uomo antico, sostiene Ortega, vive proiettato verso l’esterno, verso il Cosmo delle cose corporali, anche quando scopre le idee, forme incorruttibili, immateriali degli oggetti visibili, esse abitano in un mondo a sé. L’anima per il filosofo greco è principio di movimento e cambiamento ed è composta da materia sottilissima, un principio cosmico di vitalità corporea. Gli dèi greci sono sommi poteri cosmici, sublimi potenze naturali che, pur essendo al di sopra del mondo, ne fanno parte. La scoperta del mondo interiore avviene quando Dio, il Dio che parla da un roveto ardente a Mosè, il Dio assolutamente trascendente, prende carne. Sant’Agostino è il primo filosofo che cerca in modo drammatico il modo per rapportarsi a questo Dio trascendente e comprende che nel cuore dell’uomo abita la Verità, comprende che il Dio cristiano abita nel suo cuore, gli è più intimo di se stesso e da lì lo chiama ad un incontro d’amore.



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