BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ Barcellona: Stati Generali della cultura o fallimento degli intellettuali?

Pubblicazione:

Michelangelo, David, 1501-04 (InfoPhoto)  Michelangelo, David, 1501-04 (InfoPhoto)

Quello che manca a questo Paese è proprio un asse culturale attorno a cui ricomporre l'unità dello spirito popolare nazionale che oggi è assoggettato a programmi televisivi devastanti dove si assiste soltanto a pantomime del dibattito politico e ad allettamenti osceni dell'esibizionismo infantile (come la trasmissione Ti lascio una canzone). La cultura creativa ha bisogno di misurarsi con la realtà che oggi è nascosta dietro ai paraventi di dibattiti finti e di interviste più o meno manipolate. Qual è il progetto di sistema informativo mediatico che questo governo di "professori" propone alle platee italiane? Francamente non riesco a farmene un'idea giacché anche le trasmissioni televisive più gettonate, come quella di Fabio Fazio, replicano all'infinito un format che serve soltanto a fare pubblicità ad alcuni libri di autori già canonizzati. Eppure, anche questa pantomima degli Stati Generali della cultura serve a rimuovere la realtà di un conflitto sociale che assume sempre più i connotati di uno scontro di classe fra i poteri finanziari che controllano la maggior parte della ricchezza prodotta e le fasce più deboli della maggioranza del popolo.

Non c'è dubbio che i problemi di politica economica segnalano in questo momento un'emergenza seria del bilancio dello Stato, ma se si vuol davvero aprire un credito nuovo alla creatività culturale del Paese bisogna anzitutto uscire dalla logica necessitante dei criteri dell'economia monetaria e porre all'ordine del giorno la questione del superamento della società dei consumi verso una rivalutazione del significato profondamente umano del lavoro e dell'iniziativa del sistema delle imprese verso nuovi settori e nuovi obiettivi. Una cultura consapevole della nostra storia dovrebbe porre al primo posto delle iniziative di riforma un grande piano di risanamento del territorio, che ormai è solo un punto di emergenza catastrofica (terremoti, alluvioni e altri disastri). La manutenzione dell'ambiente, il risanamento delle città, la creazione di nuove infrastrutture per il trasporto possono diventare la leva di nuova occupazione e di una nuova visione del rapporto tra gli abitanti e la loro terra.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.