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IDEE/ Perché l’"antipolitica" di Grillo è ancora politica?

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Ciò che intendono realizzare i “Pirati” è innanzitutto la tutela della massima libertà nell’uso di internet attraverso strutture para-anarchiche: infatti, tutto il movimento ha avuto inizio quando nel 2006 in Svezia si presentò alle urne il primo partito dei “Pirati” per la difesa della più totale libertà nello scambio di files – perlopiù musicali e di video – anche a dispetto dei diritti d’autore (da qui si spiega il loro nome). Nonostante l’iniziale insuccesso del partito svedese, questa idea si diffuse rapidamente in tutta Europa (e oltre), ispirando la fondazione di “Partiti di Pirati” in quasi tutti i paesi del continente. E nel 2009 il Partito europeo dei Pirati si candidò persino alle elezioni del Parlamento europeo.

Ora, tuttavia, lo scopo dei vari partiti non è più soltanto la libertà anarchica di internet, come dimostra il fatto che questa idea fondamentale è stata estesa anche ad aspetti della vita politica e sociale come: l’impegno per una diminuzione dell’autorità pubblica in favore di una maggiore libertà individuale, la pretesa di una maggiore trasparenza politica, l’istanza di una salvaguardia dell’ambiente e dei diritti dei migranti, la domanda di una politica familiare progressista e di un nuovo sistema formativo, fino alla richiesta di liberalizzazione delle droghe (almeno quelle più leggere) e di un salario basale fisso per tutti i cittadini. Ma i Pirati si sono distinti non soltanto per l’aspetto alternativo delle loro mozioni concrete, ma soprattutto per il modo diverso di fare politica: l’organizzazione del Partito dei Pirati in qualsiasi nazione è molto snella ed economica, in quanto gran parte dell’attività viene svolta per quanto possibile via internet. Ciò consente di organizzare il partito quasi senza gerarchie e attraverso un meccanismo politico diretto che abbassa molto i costi, anche nella campagna elettorale: così sono stati spesi per la campagna elettorale del parlamento regionale di Berlino 35mila euro, e per le elezioni del sindaco di Parma soltanto 8mila. 

Tramite queste nuove strutture organizzative e il contatto diretto via internet con i giovani cittadini propongono un modello politico che risponde direttamente ai deficit dell’attuale “postdemocrazia”, in cui le istituzioni e gli apparati politici e le strutture tradizionali funzionano senz’altro apparentemente ma non consentono più la realizzazione dell’idea democratica originale, ossia l’esercitazione della partecipazione universale del popolo. Proprio questa idea, ovvero che attraverso le liste e gli sbarramenti, attraverso i costi della campagna elettorale e le potenzialità multimediatiche tutto sembra già deciso e che il cittadino, nonostante il diritto di voto, non abbia il minimo influsso sulle scelte che contano, è il principale motivo dell’attuale situazione di “antipolitica”: ossia quella particolare situazione in cui la maggior parte della popolazione non solo si disinteressa per la “cosa comune” ma anzi si dimostra sempre meno motivata a dare legittimità alle strutture democratiche attraverso il voto.



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