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IDEE/ Perché l’"antipolitica" di Grillo è ancora politica?

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L’“antipolitica”, quindi, non sono in primis gli attuali movimenti di protesta, ma la diffusa situazione di disinteresse politico causato dalla gestione “ademocratica” da parte di tante istituzioni politiche, innanzitutto gli stessi partiti. I movimenti dei “Pirati” e di Beppe Grillo non fanno altro che reagire laddove invece i partiti istituzionali falliscono: aprire nuove forme di partecipazione diretta. Soprattutto l’uso potente di internet determina in questi movimenti – e in questo possiamo scorgere la più forte somiglianza tra il M5S e i “Pirati” – strutture di democrazia dirette e addirittura vicine all’anarchia, oltre ad essere il fattore di massimo pericolo per i partiti di struttura tradizionale i quali, dopo aver tentato la strategia di emarginarli tacendo o ignorandoli, ormai dimostrano segni di aperto nervosismo: in Germania i Pirati hanno raggiunto tra a aprile e maggio di quest’anno le due cifre nella percentuale nazionale (13%), mentre in Italia i Grillini nelle ultime elezioni in Sicilia si sono affermati con il 15% dei voti e a livello nazionale si stanno avvicinando alla percentuale del Pd. Con le loro strutture dirette si presentano come i partiti dei giovani, sia per il loro elettorato, che su internet è organizzato molto bene, sia per i loro candidati, che ad esempio nel caso delle regionali 2010 avevano per la stragrande maggioranza tra i 20 e i 30 anni.

Ma nella loro critica alla politica istituzionale e nel loro servirsi del “clima antipolitico”, i “Pirati” e M5S seguono due strade distinte: mentre i primi sono ab origine ispirati dall’ideale della “reale democrazia della rete” e tendono a ridisegnare l’idea di partito a partire dai meccanismi di internet, il M5S esercita, attraverso il suo leader, una forza carismatica contro il “sistema politico” italiano in quanto tale. In quest’ultimo caso, internet viene usato come principale mezzo di organizzazione e diffusione nonché di campagna elettorale, ma sempre visto come un mezzo nell’articolazione del suo antipartitismo. Mentre i Pirati si situano nell’«aria liquida di un nuovo illuminismo digitale», come lo esprimeva la presidente della Piratenpartei a Berlino, la strategia di Grillo è molto più indirizzata ad un attacco diretto alla realtà partitica italiana, a determinati processi parlamentari e partitici, e a certe decisioni e scelte politiche. Questa differenza principale si rispecchia anche nei rispettivi problemi interni che ormai non hanno risparmiato neanche questi movimenti: mentre i primi problemi interni che nascono nei partiti forti dei Pirati, come ad es. in quello tedesco, sono problemi di leadership, di gestione dei processi decisionali nati dall’anarchia della rete, una delle prime critiche italiane contro Grillo – sia dal di dentro che dal di fuori del movimento – è di non riuscire a differenziarsi abbastanza, pur nella totale gestione “personalistica” dello stesso, dalla situazione attuale dei partiti in Italia.

(1 − continua)


 

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