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PAPA/ Ne "L'infanzia di Gesù", quel giorno che il cielo e la terra trattennero il fiato

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Benedetto XVI (InfoPhoto)  Benedetto XVI (InfoPhoto)

 Il primo riguarda il sì di Maria, con quell’immagine meravigliosa del cielo e della terra che trattengono il fiato in attesa della libera risposta di quella ragazzina di Nazareth. E Bernardo che teme si tiri indietro non sentendosi lei all’altezza; e allora la invita ad essere, non umile, ma magnanima (per tutti noi):

«Creando la libertà Dio si è reso in un certo modo dipendente dall’uomo. Il suo potere è legato al “sì” non forzato di una persona umana. Così Bernardo mostra come al momento della domanda a Maria, il cielo e la terra, trattengano, per così dire, il respiro. Dirà “sì”? Lei indugia... Forse la sua umiltà le sarà d’ostacolo? Per questa sola volta − le dice Bernardo – non essere umile, bensì magnanima! Dacci il tuo “sì”!... È il momento dell’obbedienza libera, umile e insieme magnanima, nella quale si realizza la decisione più elevata della libertà umana».

Il secondo brano è il commento alla stella dei Magi. Ratzinger cita, a sostegno dell’ipotesi della storicità, gli studi di Keplero e persino delle antiche “tavole cronologiche cinesi” secondo cui, nell’anno della nascita di Gesù, ci sarebbe stata una congiunzione dei pianeti Giove, Saturno e Marte, e una supernova il cui effetto luminoso potrebbe essere stato simile a quello della stella che suggerì la strada ai Magi. Ma al di là della plausibilità storica di questa ipotesi Ratzinger propone una riflessione, molto attuale anche ai nostri paganissimi giorni, sulla rivoluzione che Cristo ha portato nel rapporto fra l’uomo, il suo destino, e gli astri:

Gregorio Nazianzeno dice che nel momento stesso in cui i Magi si prostrarono davanti a Gesù sarebbe giunta la fine dell’astrologia, perché da quel momento le stelle avrebbero girato nell’orbita di Cristo. Nel mondo antico i corpi celesti erano guardati come potenze divine che decidevano del destino degli uomini. I pianeti portavano i nomi delle divinità... Entrando nel mondo pagano la fede cristiana doveva nuovamente affrontare la questione delle divinità astrali. Per questo, nelle Lettere dalla prigionia, Paolo ha fortemente insistito che il Cristo risorto ha vinto ogni Principato e Potenza dell’aria e domina tutto l’universo. In questa linea sta anche il racconto della stella dei Magi: non è la stella a determinare il destino del Bambino, ma il Bambino guida la stella. Volendo, si può parlare di una specie di svolta antropologica: l’uomo assunto da Dio è più grande di tutte le potenze del mondo materiale e vale più dell’universo intero...



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