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IDEE/ Cari politici, siete ancora vittime dell'inganno di Rousseau

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La categoria dell’interesse investe tutto: dalla salute alla famiglia, dal conto in banca agli ideali. Eliminare l’interesse significa eliminare la vita: una pretesa irragionevole; peggio, letale. Per questo non si può ridurre la politica al calcolo di un logaritmo che assegni a ciascuno il suo, senza produrre, contestualmente, lo spegnimento dell’uomo. 

La manipolazione del disinteresse fa presa su di noi per le ragioni dette, ma anche per una ragione molto più profonda. Tutti sappiamo, in fondo, che i nostri interessi ci prendono molto. E oggi basta questo per farci sentire in colpa. Ma sappiamo anche, per esperienza vera, che gli interessi e le emozioni che ne nascono sono, a volte, talmente forti da farci sragionare. Passione, collera, avidità, paura... ognuno di noi sperimenta che l’interesse è talvolta fonte di accecamento e che spesso risulta faticoso rimettere ogni cosa al suo posto per agire in modo ragionevole. Insomma ci troviamo continuamente in bilico tra l’accecamento dovuto alla parzialità (quando teniamo “troppo” a qualcosa e il nostro agire diventa per questo irragionevole) e l’accecamento del non voler guardare (quando temiamo di essere parziali, quindi ci asteniamo dall’entrare nel merito delle questioni e cerchiamo di essere disinteressati, “puramente razionali”).

Grande rappresentante storico di questo ideale è Maximilien de Robespierre, l’incorruttibile appunto. Paladino di un ideale di uguaglianza fin dall’inizio incompatibile con qualsisi genere di libertà e di fraternità: in effetti il partito degli onesti assume ben presto il ruolo − morale − di eliminare fisicamente chi non aderisce totalmente all’unico partito del popolo. 

L’educazione all’interesse e l’educazione dell’interesse oggi sono essenziali, e la vera educazione retorica è questa: infatti comunichiamo con gli altri per condividere i nostri interessi e per agire insieme in vista di interessi comuni. Abbiamo bisogno di educare persone capaci di tenere in primo luogo a se stesse, ambiziose e appassionate. L’azione congiunta di un soggetto con altri, nell’azione politica come negli altri ambiti della vita, richiede proprio l’esercizio di una sana retorica intesa come capacità di mostrare attraverso le parole un progetto, interessante e desiderabile, e la via più ragionevole per realizzarlo.

 



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