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IL CASO/ Perché la "cultura" non interessa più la gente?

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Sagrada Familia, Il giudizio di Gesù (Wikipedia)  Sagrada Familia, Il giudizio di Gesù (Wikipedia)

Tra gli invitati c’era Enrica Pagella, direttrice di palazzo Madama, splendido museo comunale di Torino; quindi una funzionaria pubblica da cui ci si poteva aspettare la legittima geremiade sulla mancanza di mezzi e di risorse. Invece lei ha ribaltato coraggiosamente la prospettiva, dicendo che il compito di chi occupa posti come il suo è quello di «farsi attraversare dalla domanda del pubblico». Farsi attraversare vuol dire indagarla, conoscerla e saperla interpretare provando a fornire così delle risposte che rappresentino anche un salto di qualità rispetto alla domanda stessa. 

Mi sembra una formula molto chiara e coraggiosa, che costringe ad uscire dall’angolo “sicuro” dello specialismo, obbliga a immaginare soluzioni nuove e coraggiose che stimolino il pubblico ad un percorso di crescita e consapevolezza. I numeri del sistema museale torinese dicono che questo coraggio viene ampiamente premiato.

Il problema della cultura in Italia non è innanzitutto un problema di risorse, ma di incapacità ad allargare il proprio raggio. Di incapacità di concepirsi come bene comune, e quindi bene di tutti. Giustamente ci si preoccupa dei grandi problemi di conservazione che un patrimonio come quello italiano deve quotidianamente affrontare. Ma oggi questo problema è ingigantito dall'indifferenza con cui le persone guardano a quel patrimonio, senza rendersi conto che quella è ricchezza anche loro. Non ci saranno mai soldi e mai mezzi abbastanza per gestire e custodire un patrimonio come questo; non ci sarà mai ministero in grado di gestirlo se insieme non scatta una consapevolezza diffusa e un senso di corresponsabilità. Cioè se non si torna a guardare alla cultura nel senso pieno del termine.

 



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