BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GIORNALI/ I nuovi profeti di sventura e il "partito" dei Dissociati

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

A Firenze si parla nientemeno che del destino del mondo (InfoPhoto)  A Firenze si parla nientemeno che del destino del mondo (InfoPhoto)

Un’enorme dissociazione fra pensiero e realtà che influisce drammaticamente sulla serietà e sulla coerenza dei discorsi che si svolgono su piani così diversi e distanti. Come potrà un’alleanza tra il Pd e l’Udc fronteggiare il problema della distruzione costante dell’ambiente e della dominazione ideologica della visione capitalistica che affida ancora alla crescita la salvezza dell’umanità?

Su questo terreno della congiuntura politica nessuno affronta il vero tema che è alla base della stessa doppiezza del linguaggio pubblico. Sarei proprio curioso di sapere cosa pensano i moderati del fatto che il neoliberismo, scatenato dalle politiche reganiane e dall’egemonia del monetarismo e influenzato dai poteri della grande finanza, continui a presentarci una versione dei fatti che non ha alcun rapporto con la realtà quotidiana della vita delle persone. Non si potrà avere infatti nessun vero cambiamento radicale se non si assume come punto di partenza per l’analisi e la proposta politica la crisi drammatica che investe il capitalismo nella fase attuale, in quanto incapace di produrre benessere diffuso ma solo strapotere e rapacità dei centri finanziari che dominano il pianeta distruggendone persino le risorse naturali e le ricchezze ambientali. 

Una “conversione ecologica” come quella auspicata da Vandana Shiva richiederebbe una vera e propria rivoluzione culturale e in primo luogo una verifica della coerenza tra ciò che si predica nei convegni e ciò che accade nella realtà. Se questo non accade mi sento di denunciare questo doppio registro del linguaggio pubblico come un ennesimo tentativo di omologare il senso comune attorno a un nucleo di rappresentazioni mentali che inducono alla passività e all’impotenza. 

Riflettere su questa situazione di scollamento e di doppio linguaggio del sistema mediatico porta a due considerazioni: o questa pratica di terrorizzare le persone con gli scenari apocalittici, e poi di far confluire tutto nella routine quotidiana della passività e dell’acquiescenza, è una strategia vera e propria per impedire che nulla cambi veramente e tutto rientri nella stupidità generale denunciata da Bartezzaghi (per cui anche Beppe Grillo entra nell’epoca in cui anche la demistificazione è diventata una manifestazione della stupidità); oppure bisognerebbe denunciare l’incoerenza manifesta dell’élite come una manifestazione di opportunismo e mancanza di onestà intellettuale.

Come si può denunciare l’antieconomicità strutturale di un sistema che sta cementificando la terra e poi partecipare in vario modo a progetti di crescita ispirati da economisti partecipi della grande collusione mondiale che invitano agli investimenti puri e semplici, senza porre il problema di una necessaria pianificazione del tipo di sviluppo compatibile con la sopravvivenza del pianeta?

Ha ragione Bartezzaghi: il disincanto del mondo che si è diffuso con pensieri e parole che mortificano la capacità creativa e progettuale dei popoli fa rientrare anche le demistificazioni e le critiche nella stessa logica di un sistema in cui il mondo non è diventato la favola nietzschiana, ma la chiacchiera vuota di cui ci ha parlato Adorno. Quello che sto cercando di dire è che la forma attuale della neutralizzazione della soggettività umana ha assunto la forma della chiacchiera universale in cui l’apparente innovazione lessicale non esprime che passività e acquiescenza. 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >