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MEDJUGORJE/ Se anche uno "scettico" non vede ma cambia

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Tiziano, L'Assunta (1516-1518) (Immagine d'archivio)  Tiziano, L'Assunta (1516-1518) (Immagine d'archivio)

Già in molti hanno scritto su Medjugorje, negli ormai oltre trent’anni da che sono incominciate le apparizioni, dall’autorevolissimo padre Laurentin a padre Livio di Radio Maria ad Antonio Socci, per non citarne che alcuni; ma quest’ultima fatica di Rino Cammilleri (Medjugorje. Il cammino del cuore, Mondadori, pp. 248) è tutt’altro che un doppione inutile. Soprattutto per il fatto che è il resoconto di uno scettico. Uno scettico cattolico, s’intende, sempre pronto perciò a piegare il proprio pregiudizio davanti all’evidenza dei fatti; ma tutt’altro che incline a facili entusiasmi “religiosi”: “essendo stata, la mia, una conversione «di testa» più che «di cuore» (o di pancia)”, dice di sé, “ero (e sono rimasto) refrattario a tutto quel che sfugge al gelido raziocinio e sa di sentimentalismo. Si badi: non nego che la via che la Provvidenza sceglie per entrare nel cuore di alcuni possa passare per l’emozione e il sentimento. In fondo, siamo fatti anche di sensazioni e non poche conversioni celebri sono partire da un caldo sciogliersi in lacrime. Dico solo che con me non funzionava”. 

E, di conseguenza, guarda con occhio disincantato – ma mai malevolo, sempre pronto a riconoscere che Dio si serve di ciò che vuole - a quelli che chiama gli “apparizionisti”: “quelli che si riempiono la casa di oggetti religiosi, che frequentano solo chi è come loro, che leggono soltanto periodici strettamente devozionali, che non sanno né vogliono sapere altro, che adorano sentir parlare dei miracoli di Padre Pio e fanno parte di uno o più gruppi di preghiera. Sanno tutto sulle apparizioni, dovunque si siano manifestate e, se ce n’è qualcuna nuova, sono i primi a saperlo. Un nuovo stigmatizzato compare sulla scena? Il vescovo locale ancora non lo sa ma loro sì. Una ragazzina dice di vedere la Madonna? Eccoli sul posto”. 

Anche se, precisa - con l’ironia piena di comprensione per le umane debolezze (un po’ come Manzoni) che è il tono dominante di tutto il libro - “io li chiamo «gli apparizionisti», altri li qualificano bigotti. Ma di solito sono i non praticanti a usare quest’ultima definizione. Ho una certa esperienza di mondo e so che i bigotti li si trova in tutte le religioni, specialmente quelle moderne come l’ambientalismo, il salutismo, il laicismo e l’edonismo. C’è chi fa tre-quattro ore di palestra al giorno in onore del dio Corpo. E chi si sottopone a incredibili umiliazioni per cinque minuti di palcoscenico. Perciò, bigotto per bigotto, preferisco quello che mi dà un bicchiere d’acqua, l’evangelico bicchiere d’acqua, in nome di Cristo”.



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