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FRATELLI GRIMM/ L'esperto: le loro fiabe "da paura" possono educare bambini e genitori

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Il logo di Google dedicato ai fratelli Grimm  Il logo di Google dedicato ai fratelli Grimm

Forse un po' sì. Probabilmente sì nella misura in cui noi intendiamo la fiaba narrata al bambino mentre si appresta al sonno o, ancor più romanticamente, davanti al camino. Certo, occorre che ci siano genitori che abbiano voglia di comprare libri e leggere, si trattasse anche “solo” di ebook. Ma non disperiamo. Di certo non muore la fiaba come forma di comunicazione allegorica, come metafora della vita o di parti di essa.

Hanno ancora un valore pedagogico fiabe di questo tipo? Buona parte delle cose che ci circondano hanno un valore pedagogico, così la fiaba che sembra ancor più connaturata ad educare. Ma riallaccandomi alla domanda precedente, direi che la fiaba educa a doppio livello: non solo educa il bambino tramite il racconto e la morale in esso, ma educa anche l'adulto alla narrazione della fiaba stessa. Ovvero il solo narrare fiabe, mi piace pensare, è un atto di buona educazione. Non dimentichiamo che il valore altamente pedagogico della fiaba trascende questa o quella storia ma è invece legato all'atto di un genitore che dedica tempo di qualità al proprio figlio, che è una cosa che il piccolo non avverte sul piano razionale ma avverte con pienezza a livello emotivo.



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