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STORIA/ Il Natale e quell'Ospite che può sempre sedersi alla nostra tavola

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Giovanni Paolo II (Immagine d'archivio)  Giovanni Paolo II (Immagine d'archivio)

Negli auguri ai suoi compatrioti in occasione del Natale del 1996, disse: “Dio nasce. Figlio di Dio alza la Tua mano e benedici la cara Patria, (...) donale pace e forza (...) le kolędy non solo appartengono alla nostra storia, ma in un certo senso creano la nostra storia nazionale e cristiana. Bisogna che non perdiamo questa ricchezza della nazione. Per questo oggi condivido con voi l’opłatek della Vigilia e vi auguro, amatissimi compatrioti, sia che siate in Patria, o qui a Roma, o in qualunque altra parte del mondo,  di cantare le kolędy pensando a ciò che ci dicono, al loro contenuto, e che in esse ritroviate la verità dell’amore di Dio, che per noi si è fatto uomo”.

 



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