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DIBATTITO/ Nella sinistra di Barcellona la prova che Bersani è rimasto a Togliatti

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Achille Occhetto (a sin.), autore della svolta della Bolognina e "liquidatore" del Pci (InfoPhoto)  Achille Occhetto (a sin.), autore della svolta della Bolognina e "liquidatore" del Pci (InfoPhoto)

Il punto è che in politica, quando non si vince, occorre ricominciare da capo guardando diritto ai propri limiti. Quando questo non accade, si oscilla tra la propria santificazione e il vittimismo. Dietro vi è l’idea di avere le ragioni di tutto, dalla storia alla giustizia sociale. “Ma come, abbiamo il 33 per cento e non ci lasciano governare?” Certo: si può avere il 49 e non governare lo stesso. Da questo scacco nasce l’idea di una democrazia non competitiva ma consociativa.

Cioè la vecchia idea prima togliattiana poi berlingueriana.

Esatto. L’ex Pci, dopo Tangentopoli, si convertì alla democrazia dell’alternanza, pensando di avere il potere a disposizione, ma se lo vide sfilare da Berlusconi. Il fatto è che Bersani, nel momento in cui sembra cercare un patto (consociativo) coi moderati, riporta indietro le lancette di questo Pd. I moderati non sono una componente del Pd «fuori posto», sono il centrodestra.

Barcellona però ha una visione molto severa del centro.

È una visione complottista, quella dei poteri forti che perseguono una difesa ad oltranza degli interessi economici. A Barcellona non vanno bene? Benissimo, lo dica a Bersani. Oppure, volendo allearsi con quei poteri, è di destra anche lui?

(Federico Ferraù)

 



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