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LETTURE/ Così la Resistenza ha "cancellato" due anni di storia

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Milano, 29 aprile '45. I cadaveri di Mussolini e dei gerarchi esposti in Piazzale Loreto (Immagine d'archivio)  Milano, 29 aprile '45. I cadaveri di Mussolini e dei gerarchi esposti in Piazzale Loreto (Immagine d'archivio)

Alberto Leoni è un appassionato e straordinario storico (o forse meglio “storiografo”, come amo precisare quando parlo di me e dei miei libri di storia). Al suo attivo ha opere come La Croce e la Mezzaluna e La “quarta” guerra mondiale, tra i principali suoi lavori pubblicati dalla Ares, la Casa editrice diretta da Cesare Cavalleri che continua ad arricchire il patrimonio culturale italiano ad onta della crisi dell’editoria in corso. Ora, sempre per l’Ares, Alberto Leoni ha scritto quello che può considerarsi il lavoro storico più completo e più appassionante sull’Italia travolta nella seconda guerra mondiale. S’intitola Il paradiso devastato. Storia militare della campagna d’Italia 1943-45 (496 pagine).

Da bambino (è nato nel 1957), nella sua Romagna, gli capitò più volte di soffermarsi sui cimiteri di guerra che in quella regione sono più d’uno. È da lì che ha preso le mosse la sua decisione di cimentarsi in questa gigantesca opera storica. «Leggere le epigrafi e i simboli di quei luoghi», scrive nella introduzione al volume, «fa comprendere la complessità e la caratteristica straordinaria di quel periodo della storia italiana: si riconoscono la foglia d’acero, emblema dei canadesi, la felce dei neozelandesi, la gazzella dei sudafricani, i pugnali incrociati dei gurkha. Quando ero piccolo», continua, «non capivo perché tanti giovani fossero venuti da ogni parte del mondo a morire qui, fra le colline dell’Italia centrale, così come non capivo, durante le lezioni di storia alle elementari, perché l’Italia avesse perso la guerra e i nostri Alleati l’avessero vinta».

Un’antica passione, dunque, che spiega perfettamente la decisione di Alberto Leoni di gettarsi in questa impresa non certo facile. Egli è riuscito infatti a ricostruire - con stile perfettamente agile e comprensibile, nella classica tradizione divulgativa che rende la lettura (priva dei continui e stressanti richiami alle note tipici dei lavori scientifico-accademici) piacevole per tutti - gli eventi fondamentali dei ventidue mesi più drammatici non solo della storia contemporanea, ma, sicuramente, di tutta la storia d’Italia, quei mesi che vanno dal luglio 1943 (invasione della Sicilia e crollo del fascismo con la riunione del Gran Consiglio del 25 luglio e conseguente arresto di Mussolini) all’aprile 1945, seguìto dal 2 maggio, giorno in cui ebbe termine non solo in Italia, ma in tutta Europa, la seconda guerra mondiale. 

L’attenta, scrupolosa e completa descrizione degli eventi più importanti e più drammatici di quel periodo, ha inizio con la «strana resa» di Pantelleria e di Lampedusa e prosegue poi con l’armistizio dell’8 settembre e la fuga da Roma del Re e del Governo Badoglio. Nasce frattanto, con la liberazione di Mussolini sul Gran Sasso ad opera dei paracadutisti tedeschi, la Repubblica Sociale Italiana alla quale Leoni dedica un capitolo con il significativo titolo: «Gli altri che non si arresero: la nascita dell’esercito della Rsi».

Il capitolo quarto racconta le battaglie che si svolsero tra Salerno (luogo del secondo, massiccio sbarco Alleato) e la Linea Gustav, con nomi scolpiti nella storia, come Volturno, Sangro, Montelungo e Ortona, detta «la Stalingrado d’Italia». 



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COMMENTI
28/12/2012 - commento (francesco taddei)

l'ottimo pansa ci ha dimostrato come la resistenza rossa non mirava alla libertà ma al raggiungimento del potere con la forza. per questo è stato bandito da tutta l'intellighenzia italiana.