BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ARTE/ Dio e il suo segno: Morasso di fronte a Congdon

Pubblicazione:

William Congdon (1912-1998), Crocifisso 18 (1966) (Immagine d'archivio)  William Congdon (1912-1998), Crocifisso 18 (1966) (Immagine d'archivio)

A doverglielo dare, nuovo e perenne Adamo, è ogni uomo ed il poeta in specie. E non è operazione di possesso, perché la realtà non esce da mani umane e, quindi, per poterla umanamente nominare bisogna accettare di non esserne i padroni: «Resto / dalla parte di ciò che è circoscritto / da una veste mortale di materia. […] Chiamo / realtà, ma non per possederla: / su questa terra, mi conosci, se pure la incontrassi / mi metterei a scavarla, a interrogarla / nel suo fine, per raggiungerla». L’itinerario poetico sfocia in un raggiungimento che non è però una conclusione definitoria, ma un trampolino per nuove caccie: «Ora ho capito tutto / ciò che mi è stato dato di capire. Tutto / respira e tutto ringrazia».


Massimo Morasso, Essere trasfigurato, Edizioni Qiqajon, Magnano (Bi) 2012
Massimo Morasso, La caccia spirituale, Jaca Book, Milano 2012

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.