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LETTURE/ Enea, la forza della profezia contro i mali degli uomini

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Gli dèi si fanno presenti, con un richiamo che Enea non può disattendere: ha peccato, si è dimenticato di un compito e di una promessa che non riguardano lui solo, ma un popolo presente e una storia futura: deve ripartire, e questo dice con urgenza alla donna, ricordando a se stesso e a lei una verità che entrambi già conoscono. 

Il destino di Enea è quello dell’homo viator, un destino di obbedienza e di sacrificio. Parte dalla sua terra verso una nuova terra promessa che non conosce; suscita un popolo per condurlo verso un futuro che lui non vedrà, che sarà al di là della sua vita, rinuncia agli affetti, incontra defezioni fra la sua gente stanca di un viaggio in cui non crede più. Come ad Abramo, come a Mosè, gli è chiesto molto, fatica, autorevolezza, fiducia. Tuttavia il destino misterioso, il fatum che è la parola di cui nessuno conosce l’origine, non solo lo guida, ma lo precede, lo fa giungere atteso: atteso nel Lazio, atteso in Etruria, atteso con affetto e ricordi lontani dagli Arcadi. 

Di nuovo è il peccato degli uomini ad opporsi: la gelosia, l’infedeltà, il rifiuto dello straniero. Ma è anche l’angosciosa domanda che il pagano, pur desideroso di credere, si pone sugli dèi, sulla loro credibilità, sulla loro comprensibilità, a fare di una di essi, Giunone, una nemica: l’uomo antico si ferma su questa soglia, su questo perché, sullo scandalo del giusto perseguitato. Nel poema è il comando di Giove, garante del destino, a fermare Giunone e la guerra nel Lazio: superate le differenze nascerà un popolo nuovo, come ricorderà Dante in una straordinaria mescolanza di amici e nemici: (quella umile Italia) per cui morì la vergine Cammilla, / Eurialo e Turno e Niso di ferute.

E il futuro di Roma, dell’impero romano? Virgilio ripercorre in vario modo la storia passata, trasformandola in profezia, proiettandola in avanti: un futuro di potenza, certo, ma anche di unificazione, di diffusione del diritto, di una pace che, se pure è quella che dà il mondo, crea le premesse per la diffusione dell’annuncio, per un’altra diversa unità.

 



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