BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IDEE/ Perché troppe regole fanno male alla (nostra) felicità?

Pubblicazione:

Raffaello, La scuola di Atene (1509-10), particolare (immagine d'archivio)  Raffaello, La scuola di Atene (1509-10), particolare (immagine d'archivio)

Significa riconoscere come la questione fondamentale, che l’uomo si pone da un punto di vista etico, sia la domanda circa la vera natura del fine ultimo: prendere coscienza che, per il fatto stesso di essere uomo, si è chiamati a capire quale sia lo scopo che si persegue come fine ultimo e a verificarne l’adeguatezza. Non può essere ragionevolmente considerato come fine ultimo del nostro agire ciò che tralasciasse anche solo una piccola parte di noi: «La totalità soggettiva è protesa verso un telos, e questo deve ricomprendere le esigenze di tutte le sue dimensioni (corporee, psichiche, spirituali), deve essere un fine che è totalizzante. In tal senso, un’etica della virtù ha come criterio fondante la totalità antropologica».

Infine, estremamente interessante è anche l’analogia che viene colta tra l’uomo che agisce virtuosamente e l’opera d’arte: «l’uomo virtuoso è un artista che realizza la bellezza, perché realizza armonia sia nei rapporti con gli altri, sia, come minimo, in se stesso». Contrariamente a quello che normalmente si insinua, ovvero che l’agire moralmente sia causa di tristezza, che la vita dell’uomo virtuoso sia priva di fascino, la vita buona è una vita felice e bella. Anche per questo motivo la bellezza svolge un ruolo fondamentale nel promuovere un’autentica vita virtuosa: «un’educazione al bello può riuscire ad essere propedeutica alla virtù come espressione dell’amore […] davvero l’essere umano ha bisogno di bellezza per non cadere nella disperazione: la bellezza riempie di gioia il cuore umano e resiste all’usura del tempo unendo le generazioni nell’ammirazione. La bellezza […] suscita stupore, meraviglia, gratitudine e può attivare un dinamismo di profonda trasformazione interiore».

 

 

(Giulio Luporini)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.