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ARTE/ Se Cézanne gioca a carte con l'emiro del Quatar

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Paul Cézanne, I Giocatori di Carte (1890), particolare (immagine d'archivio)  Paul Cézanne, I Giocatori di Carte (1890), particolare (immagine d'archivio)

Non ci sono più concessioni aneddottiche; e non c’è tensione psicologica tra i due, perché non è sul quel piano che a Cézanne interessa portare la sua partita (un critico aveva detto che i due giocano a un solitario di gruppo). La partita Cézanne la gioca proprio su quelle figure. Per questo le ripulisce da ogni reattività: il loro stare a quel tavolo è un istante che affonda nelle radici dell’essere (un istante rappresentativo di ogni istante). Non è un caso che la curvatura delle loro schiene, su cui lavora molto nei disegni preparatori, abbia ricordato ad alcuni critici, in modo diretto, le curvature delle grandi schiene di Giotto negli apostoli della sua Ultima Cena.

Ma Cézanne è uomo assolutamente moderno, quindi senza sicurezze precostituite. E man mano che avanza nell’approfondire l’immagine dei Giocatori di Carte, i piani si fanno meno scontati, e anche meno stabili. Come ha giustamente scritto Elena Pontiggia, è un equilibrio obliquo quello su cui si appoggia tutto l’ultimo Cézanne. Un equilibrio potente ma inquieto e sempre aperto a un divenire. Un equilibrio mai definito da rapporti stabili e definitivi. Le opere dell’ultimo Cézanne sono opere in cammino, che alla fine sfuggono al possesso di chi le ha realizzate. Per questo I Giocatori di Carte meritano di essere l’opera più cara del mondo.

 

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COMMENTI
13/02/2012 - De gustibus... (Giuseppe Crippa)

Che «I giocatori di carte» siano l'opera più cara del mondo è un dato di fatto, che meritino di esserlo, come conclude Frangi, è ovviamente un semplice parere personale, molto ben argomentato ma che tale rimane. Personalmente sono di tutt'altro avviso: lo spazio destinato ai commenti non basterebbe a contenere neppure una piccola parte dei titoli delle opere che preferirei a «I giocatori di carte» anche se passate di mano a cifre incomparabilmente inferiori.