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LETTURE/ Beppe Fenoglio: il miracolo di quel bimbo, in riva al Belbo

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Beppe Fenoglio (1922-1963; immagine d'archivio)  Beppe Fenoglio (1922-1963; immagine d'archivio)

Un breve racconto di Beppe Fenoglio, Il gorgo, narra con asprezza sobria, arcaica, ricca di inflessioni dialettali, la sventura che si abbatte su una famiglia contadina delle Langhe alla fine dell’Ottocento. L’io narrante è il figlio più piccolo, che a soli nove anni capisce la decisione di suo padre di farla finita perché non può più sfamare i suoi.

In quel tempo stavamo ancora tutti insieme, salvo Eugenio che era via a far la guerra d’Abissinia.
Quando nostra sorella penultima si ammala. Deperivamo anche noi accanto a lei, e la sua febbre ci scaldava come un braciere, quando ci chinavamo su di lei per cercar di capire a che punto era. Fra quello che soffriva e le spese, nostra madre arrivò a comandarci di pregare il Signore che ce la portasse via; ma lei durava, solo più grossa un dito e lamentandosi sempre come un’agnella.
Come se non bastasse, si aggiunse il batticuore per Eugenio, dal quale non ricevevamo più posta. Tutte le mattine correvo in canonica a farmi dire dal parroco cosa c’era sulla prima pagina del giornale, e tornavo a casa a raccontare che erano in corso coi mori le più grandi battaglie. Cominciammo a recitare il rosario anche per lui, tutte le sere, con la testa tra le mani.

Uno di quei giorni, nostro padre si leva da tavola e dice con la sua voce ordinaria: - Scendo fino al Belbo, a voltare quelle fascine che m’hanno preso la pioggia.
Non so come, ma io capii a volo che andava a finirsi nell’acqua, e mi atterrì, guardando in giro, vedere che nessun altro aveva avuto la mia ispirazione: nemmeno nostra madre fece il più piccolo gesto, seguitò a pulire il paiolo, e sì che conosceva il suo uomo come se fosse il primo dei suoi figli.
Eppure non diedi l’allarme, come se sapessi che lo avrei salvato solo se facessi tutto da me.

È un legame senza parole, tutto contenuto dentro il cuore, che mette il bambino di corsa sui passi di suo padre; egli lo vede, gli urla di tornare a casa, ma il figlio non si cura di disobbedirgli. Segue il suo impulso, che vuole la vita, anche a costo delle botte.



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COMMENTI
30/10/2014 - un corto su il gorgo (laura bianchi)

http://vimeo.com/110411921 ringraziando per l'articolo, segnalo questo nuovissimo corto.

 
20/02/2012 - piemontese ma non solo (giulio caligara)

Grazie anche da me. Fenoglio è, con Faulkner e Greene, il narratore che preferisco. E' uno che pensa in piemontese, traduce nel suo speciale anglo-lango-italiano (scavato fino ad un'asciuttezza irripetibile) e dice cose universali.

 
19/02/2012 - Grazie per la scelta di questo racconto (Giuseppe Crippa)

Pur non avendo mai vissuto, grazie a Dio, momenti così duri, mi rivedo ogni volta nelle vesti di quel papà (e chissà se mio figlio si è mai visto nelle vesti del bambino)...