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LETTURE/ Dal rifiuto di Dio all'invasione dello Stato: la lezione di Gregory

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Papa Leone III incorona Carlo Magno  Papa Leone III incorona Carlo Magno

Entrando nel vivo del suo discorso, Gregory sviluppa fin dalle premesse iniziali del capitolo introduttivo la tesi di fondo che vuole coraggiosamente proporre alla discussione non solo degli specialisti più agguerriti: il nostro mondo moderno è il frutto complesso di una serie diversificata di “rifiuti” e insieme di “rielaborazioni” degli elementi su cui si fondava la cristianità dell’Occidente medievale, entrata in crisi e profondamente ridisegnata a partire dalle scissioni generate dalla Riforma protestante.

La modernità del progresso occidentale (in primo luogo euro-americano) ha dunque avuto un parto estremamente dilatato nel tempo, per così dire al rallentatore. La sua nascita va vista come un lungo processo plurisecolare, con abbozzi e timidi accenni riconducibili alle trasformazioni religiose, culturali e politico-sociali innescate quanto meno dai fermenti di crescita maturati nel cuore degli stati cristiani dopo il Mille.

L’esito ultimo è quello di cui siamo oggi spettatori: una società secolarizzata, fondata sulla privatizzazione dei valori e sullo sganciamento della vita sociale dai quadri di un’etica condivisa, dove lo spazio centrale prima riservato alla dipendenza dall’ordine del sacro cristiano si è capovolto nell’invadenza del potere politico dello Stato posto a tutela della inviolabilità dei diritti dell’individuo, nel medesimo momento in cui una visione “terapeutica” o consolatoria della felicità intramondana viene “colonizzata” dal trionfo dei consumi di un capitalismo sempre più opulento e sempre più globale. 

L’individuo-cittadino, inserito come atomo isolato nell’“iperpluralismo” in cui si è dissolta l’unità culturale lasciata alle nostre spalle, si lancia verso la costruzione di un ben-essere che tende a restringersi nei limiti della manipolazione delle cose. Relega ai margini e di fatto svuota la realtà del Dio-creatore che si incarna nel grembo della storia umana e la guida dal suo interno. Alla fine, è relativizzata ogni domanda sul bene ultimo della vita; ogni presunzione di verità è equiparata alle altre rivali, sottomettendo il conflitto delle dottrine all’avanzata del dominio divorante del “qualunque” o del “fare ciò che piace”.

Ma, di nuovo, questa paradossale “secolarizzazione”, emersa come esito involontario dalle trasformazioni religiose del mondo medievale e della prima età moderna, piegate al servizio di fini e strategie del tutto imprevedibili al momento del loro decollo iniziale, non è fiorita in modo miracoloso in un solo istante. Dietro, ci stanno sommovimenti ed evoluzioni che hanno ribaltato, passo dopo passo, gli equilibri di un antico sistema del vivere costruito in armonia con il centro della fede cristiana, riconosciuta ancora di riferimento per la salvezza del mondo. 



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