BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PORZUS/ Così quella strage ha mandato in "crisi" il Pci (e Togliatti)

Pubblicazione:

Trieste, Giornata nazionale del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, 2005 (InfoPhoto)  Trieste, Giornata nazionale del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, 2005 (InfoPhoto)

Quanto al lascito di Togliatti nella storia del Pci, direi che senz’altro la sua opera ha contribuito ad abituare alle regole della liberal-democrazia un partito che vi era geneticamente estraneo e avverso. Tuttavia, la sua profonda e convinta adesione allo stalinismo lasciò al Pci un insieme di eredità legate alla concezione del mondo e ai metodi di azione propri di quella cultura politica: per esempio la visione manichea della storia, la subordinazione dei mezzi rispetto al fine, la prassi di delegittimazione radicale dell’avversario, la manipolazione del passato in funzione delle necessità del presente. Furono alcune delle scorie che dallo stalinismo il Pci filtrò a tutta la società italiana, e secondo Viktor Zaslavsky,  grande studioso prematuramente scomparso, è su questi aspetti che la storiografia del nostro Paese non ha riflettuto abbastanza. Una segnalazione che mi sembra tuttora valida.

Le sembra che a quasi settant’anni dall’eccidio si vada nella direzione di una memoria condivisa di questo tragico evento?

Posto che è la storia che casomai può considerarsi condivisa, e non le memorie, che restano inevitabilmente distinte se frutto di vissuti inconciliabili, a questa domanda purtroppo mi sento di dare una risposta pessimista. La conoscenza del passato ha fatto senza dubbio passi avanti, ma mi sembra ne faccia di più, e più lunghi, l’oblio. In più, se pensiamo che non abbiamo smesso di dividerci su alcuni capitoli e protagonisti centrali del Risorgimento, come hanno abbondantemente mostrato le recenti celebrazioni per i centocinquant’anni dell’Unità, non credo che su quelli ancora più vicini nel tempo una lettura condivisa sia nell’orizzonte del possibile. I nodi rimasti irrisolti per l’insufficienza di un esame rigoroso del nostro passato sono troppi. Questa, a mio parere, è anche una delle fonti dell’endemica faziosità e litigiosità della politica, e del suo continuo navigare a vista rispetto alla direzione da prendere di fronte alle difficilissime sfide di questo momento. Non resta che sperare nella nuova generazione di storici, e di politici.




© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.