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IL CASO/ Abolire Dante islamofobo e antisemita? Prima sbarazziamoci dell'Onu

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Ingresso della sede Onu (InfoPhoto)  Ingresso della sede Onu (InfoPhoto)

L’arte invece, come la vita, è un incontro, e non c’è bisogno di essere già d’accordo con chi scrive o con chi parla: porta con sé tutto il gusto del rapporto imprevedibile con qualcosa d’altro. Cosa cerchiamo leggendo Dante? Soltanto la conferma alle nostre idee o – che è lo stesso – la dialettica con esse? È questo il punto debole dei nuovi catechisti dei diritti universali: non riescono ad aprirsi alla possibilità di scoprire qualcosa che è diverso da loro. Ma leggere non è una liturgia, in cui sappiamo già cosa aspettarci, bensì l’incontro con qualcosa che ci sfida: cosa ha scritto Dante? perché lo ha scritto? cosa c’è di vero? Dall’incontro con un’opera non si esce in accordo o in disaccordo, ma sfidati. 

Chi non accetta questa sfida, finisce per blaterare di rispetto per chi è diverso, ma non si accorge di desiderare un pianeta fatto di esseri tutti uguali, anziché ciascuno unico e irripetibile. A quel punto perfino Dante può finire davanti al tribunale delle proprie fissazioni conformistiche, che invocano sovieticamente epurazioni di Stato. Non è una lotta di principio, ma di potere: in fondo, non sono dispiaciuti né per Maometto né per Giuda, non conta la loro colpa né la loro salvezza; semplicemente, non avendo il talento artistico e conoscitivo di Dante, provano a vincerla a colpi di diritti, in modo da mettere nell’inferno non quelli che ci ha messo il poeta ma quelli che ci metterebbero loro. Per favore, però, «smettetela di pensare ai vostri diritti, smettetela di chiedere il potere» (Pasolini).

In un mondo di «puritani apostati» (C.S. Lewis), ci è ancor più necessaria la libertà di Dante, che non si è fatto problema di invocare nello stesso poema le Muse e la Madonna, di parlare di Dio e della zanzara, di condannare i papi e di salvare le prostitute. Forse non aveva pensato al sindacalismo dilagante: doveva aspettarsi la querela dei lussuriosi, dei papi, degli omosessuali e dei traditori, perché tutti hanno diritto a esprimere la loro opinione. A Dante, però, non interessava la categoria astratta ma il singolo uomo: chiamava peccato il peccato, ma salvava perfino un indiano che «muore non battezzato e sanza fede». Non si è preoccupato di come schierarsi nei confronti degli ebrei né quando ha fatto di Giuda il peggior peccatore né quando ha messo in Paradiso altri ebrei come Gesù, la Madonna, gli apostoli, Davide ed Ezechia.

Aveva ragione Giorgio Gaber: «Siamo talmente preoccupati per il sopruso fatto su un singolo individuo che non ci preoccupiamo affatto per il sopruso che subiscono tutti gli altri individui costretti a sorbirsi una valanga di cazzate». E «se abbiamo già sperimentato quanto faccia male una dittatura militare, non sappiamo ancora quanto possa far male la dittatura della stupidità».



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COMMENTI
24/03/2012 - bell'articolo (mosca francesco)

Bell'articolo, al quale ho poco da aggiungere. Un solo appunto al passo dove sembra che si ironizzi sulla tendenza al'uso dell'eufemismo: a mio parere termini come "diversamente abile " o "persona down" al posto di handicappato o mongoloide (ma l'elenco potrebbe essere molto lungo) sono da plaudire, come segno di una società evoluta, capace di valutare le potenzialità delle persone guardando oltre. Mio padre che era agli occhi degli altri un fervente cattolico era in realtà abbastanza spietato (per fortuna diceva certe cose solo in casa), senza rendersi conto che questo lo rendeva un pò nazista. Comunque qualche volta si esagera anche all'opposto: carino il paradosso dei "diversamente giocanti". Abolire Dante perchè eventualmente antisemita e antiomofobo a quei tempi (alla qual cosa non avevo mai pensato pur adorandolo come autore) è come se antimilitaristi e obiettori di coscienza boicottassero l'uso di internet in quanto originariamente rete militare, o pretendessero di cambiare la terminologia del calcio o di altri sport perchè sono immorali termini come capitano, ala destra o centrattacco .

 
17/03/2012 - No potrebbe trattarsi di una provocazione? (Teodosio Orlando)

Anche se questa Valentina Sereni e la sua associazione sembrano voler fare "sul serio", ricordo a quanti l'abbiano già dimenticato che l'idea di espellere Dante dalle scuole italiane in nome del politically correct fu lanciata, come una provocazione ironica e antifrastica (quindi in realtà con l'intenzione opposta) da Dino Cofrancesco due anni fa. Ecco il link: http://www.loccidentale.it/articolo/petizione+al+ministro+gelmini+sulla+lettura+di+dante+a+scuola.0086640 Il canulard era così ben confezionato che si faceva perfino riferimento alla fantomatica associazione ARRE (Associazione per il rispetto di tutte le religioni e la convivenza pacifica delle etnie culturali). Strano che nessuno l'abbia ricordato in quest'occasione, e tutti si siano limitati a qualche espressione di rituale indignazione.

 
13/03/2012 - ignoranza e malafede (luigi ricciardi)

Tranquilli... L'agenzia Gherush92 ha a che fare con l'ONU quanto un'accademia di scacchi o un circolo polisportivo hanno a che fare con lo Stato italiano... Il fatto grave è la assurda risonanza mediatica e la trappola propagandistica che la presidentessa di Gherush92 è riuscita a imbastire per le sue farneticazioni su Dante. Comunque Asin Palacios ("Dante e l'Islam") ha tentato con un certo successo di dimostrare che Dante conosceva la cultura musulmana meglio di noi. Ciò che allarma e rattrista davvero in tutta questa vicenda non è la malafede di alcuni, ma l'ignoranza generale su cui può far leva la malafede...

 
13/03/2012 - Dante e l'ONU (Carla D'Agostino Ungaretti)

Se è vero che l'ONU vuole eliminare La Divina Commedia dai programmi scolastici, farei notare al quel nobile consesso che i paesi anglofoni dovrebbero anche cancellare Shakespeare dalle scuole e il resto del mondo dovrebbe eliminarlo dai palcoscenici. Infatti, chi più razzista e antisemita del cosiddetto Bardo? Otello è "un selvaggio dalle labbra gonfie" e Shylock un turpe e squallido ebreo che perde la causa per la sua crudele taccagneria. Ma in quel nobile (ma anche stupido) consesso non hanno problemi più importanti da risolvere? Pensassero un po' anche a difendere i cristiani perseguitati e uccisi nei paesi musulmani che loro tanto difendono!